Non volano stracci, ma qualche piuma e lustrino sì. Per mesi, Maren Wade ha giocato via social sulla somiglianza tra Confessions of a Showgirl, il suo marchio, e The Life of a Showgirl, il titolo del dodicesimo album in studio di Taylor Swift. Alla fine, però, la soubrette di Las Vegas ha fatto causa alla popstar statunitense. L’entertainer, all’anagrafe Maren Flagg, ha iniziato a usare il suo trade-mark nel lontano 2014, in una rubrica pubblicata dal Las Vegas Weekly. In seguito, ha dato vita a uno show, una tournée teatrale e addirittura un podcast. L’anno successivo, ha registrato Confessions of a Showgirl, garantendosi così il suo controllo.
La causa contro Taylor, dunque, sostiene che la sua creazione e The Life of a Showgirl abbiano «la stessa struttura, la stessa parte dominante e lasciano la stessa impressione dal punto di vista commerciale». I due marchi, secondo Wade, «operano in mercati che si sovrappongono e si rivolgono agli stessi consumatori». Per lei, il successo della cantautrice l’avrebbe oscurata, creando confusione e minando le sue possibilità di essere «riconosciuta come l’ideatrice unica del suo marchio Confessions of a Showgirl».
Taylor Swift non ha ancora potuto registrare il marchio “The Life of a Showgirl”
I legali di Wade hanno rivelato che, ad agosto 2025, il team di Taylor Swift avrebbe presentato una domanda per registrare il trade-mark The Life of a Showgirl. A novembre, però, la superstar avrebbe ricevuto un parziale rifiuto «a causa del rischio di confusione» con un altro marchio, ovvero Confessions of a Showgirl. Attualmente, la pratica della cantante è stata sospesa dall’ufficio marchi, in attesa che arrivi una decisione definitiva a riguardo. Jaymie Parkkinen, uno degli avvocati di Wade, ha sottolineato come la sua cliente abbia impiegato oltre un decennio a creare il suo trade-mark: «Ha registrato il marchio. Se l’è guadagnato».
La causa per violazione di marchio e concorrenza sleale è stata intentata anche contro la società di Taylor, la TAS Rights Management, Universal Music Group e la divisione merchandising dell’etichetta, Bravado.
La richiesta comprende un risarcimento economico non specificato e un’ingiunzione che impedisca la vendita di prodotti legati a The Life of a Showgirl. Le proteste di Maren Wade, dunque, si concentrano maggiormente in merito al merchandising; come da lei stessa ripetuto, intende «rispettare il diritto di Swift all’espressione creativa», e il suo malcontento non riguarda in alcun modo la musica della popstar.
Federica Checchia





