Lorde è di nuovo un’artista indipendente. Ad annunciarlo è la stessa cantautrice neozelandese, al secolo lla Marija Lani Yelich-O’Connor, “libera” dai vincoli della Universal dopo vent’anni di collaborazione. Quando un A&R della major la “scoprì”, durante uno spettacolo scolastico, aveva appena dodici anni; da quel momento, l’etichetta ha gestito la sua carriera fino alla fine del 2025, quando il suo contratto è scaduto e non è stato rinnovato.

La musicista ha condiviso le proprie sensazioni con i fan, attraverso una serie di note vocali, spiegando di essere in cerca di un «nuovo inizio». Lorde afferma di aver incontrato persone incredibili e di aver ricevuto un enorme supporto da parte del colosso discografico, ma appare felice di questa svolta. «La verità è che una ragazzina di dodici anni ha pre-venduto la sua produzione creativa prima ancora di sapere come sarebbe andata e prima di sapere cosa stava firmando», ha raccontato. «Sono sicura che avrò un altro contratto. Potrebbe essere con la Universal, ma sapevo di dovermi prendere un attimo per assicurarmi che nulla di ciò che proviene da me venisse comprato o venduto».

Lorde fa “tabula rasa” ed è entusiasta per il proprio futuro musicale

In effetti, quando nel 2013 Royals scalò le classifiche globali, lei aveva solo sedici anni. Il singolo faceva parte del suo album di debutto Pure Heroine e l’anno dopo, ai Grammy Awards, il brano si aggiudicò i premi nelle categorie Record of the Year e Best Pop Solo Performance. Un inizio esplosivo per un’esordiente, che ha però saputo trovare il suo posto nel mercato internazionale grazie ai successivi Melodrama, Solar Power e Virgin, pubblicato lo scorso giugno.

Dopo due decenni insieme alla Universal, tuttavia, per Lorde è arrivato il momento di cambiare. «Sento un vero desiderio di novità», ha ribadito. «Ho la sensazione che si stia voltando pagina o che ci sia una tabula rasa. Mi sento così perché alla fine dell’anno scorso il mio contratto discografico con la Universal è giunto al termine. Ero vincolata a quel contratto da moltissimo tempo, in una qualche forma, da quando avevo dodici anni, quando ho firmato il mio primo contratto di sviluppo con la Universal. Quando vedo l’opportunità di ricominciare da zero, cerco di coglierla. Si percepisce una sensazione diversa. Può sembrare strano, ma in realtà è così. Una sensazione di apertura, di possibilità e di ispirazione, ovviamente. Sto lavorando e tutto il resto, ma è emozionante, non so, togliere il contenitore per un attimo. Quindi sì, la novità è un po’ un tema ricorrente, una tabula rasa per aprirsi a questa novità».

Federica Checchia