L’amministrazione del presidente Donald Trump, a seguito del suicidio assistito di Noelia Castillo, ha richiesto spiegazioni al governo spagnolo. Successivamente, l’amministrazione ha ordinato all’Ambasciata degli Stati Uniti a Madrid di aprire un’indagine sulla gestione del caso. La principale ragione, secondo quanto sostenuto, è una carenza nei diritti umani.
L’amministrazione Trump accusa la Spagna di non aver protetto Noelia Castillo
Il New York Post mette in luce la preoccupazione del Dipartimento di Stato per la gestione del caso Castillo. A questo si aggiungerebbe anche l’applicazione della legge spagnola sull’eutanasia. Nello specifico, gli Stati Uniti chiedono delucidazione sull’operato delle forze dell’ordine in merito alle denunce di aggressioni sessuali ripetute, inclusi stupri di gruppo, subite dalla ragazza prima della morte. «Siamo profondamente preoccupati per le denunce secondo cui la signora Castillo sarebbe stata aggredita sessualmente in modo reiterato mentre si trovava sotto tutela dello Stato e per il fatto che nessun responsabile sia stato portato davanti alla giustizia» spiega il Dipartimento.
Oltre a ciò, l’amministrazione Trump espone all’esecutivo spagnolo le sue «serie preoccupazioni» per i «numerosi fallimenti sistematici in materia di diritti umani». Difatti, secondo quest’ultima, Castillo è stata spinta a chiedere il suicidio assistito proprio in assenza di un’adeguata tutela. L’amministrazione sostiene inoltre che la ragazza abbia manifestati «dubbi» nelle ore precedenti alla morta e che questi siano stati ignorati. Tuttavia, nell’intervista rilasciata dalla stessa Castillo, non è emerso alcun dubbio sulla sua decisione. Alle richieste sopraindicate, l’indagine prevede anche la raccolta di informazioni sui presunti stupratori poiché Washington sostiene che le aggressioni «sarebbero state perpetrate da persone di origine migrante».
Stefania Cirillo





