Gioia mia, diretto da Margherita Spampinaro, concorrerà ai David di Donatello 71, con 4 candidature: Miglior esordio alla regia, miglior sceneggiatura originale, miglior produttore e miglior attrice protagonista. Scopriamo insieme di cosa tratta questo film, dolce e commovente, sulla distanza generazionale tra un bambino e una donna anziana.

Una storia divertente ed emozionante

Come è stato definito dalla critica, Gioia mia ha la capacità di far sorridere e di commuovere allo stesso tempo, grazie alla bravura dei due attori protagonisti: un bambino un pò ribelle (Marco Fiore), e una nonnina saggia e con qualche segreto nascosto (Aurora Quattrocchi). La sinossi recita così: Nico è un bambino di oggi, dipendente dal telefono e con lo smalto sulle unghie. All’improvviso viene strappato al suo mondo “del nord” per passare un mese d’estate in Sicilia, in compagnia di un’anziana zia, Gela.

A casa della donna non c’è il wifi né l’aria condizionata, e si mangiano prelibatezze a cui il suo palato non è ancora pronto. Ci sono solo i giochi di carte, l’adorabile cagnolino Frank, e un condominio intero popolato di nonne e nipoti, più forse qualche spirito che abita gli appartamenti all’ultimo piano ed è causa di strani rumori. Nico e Gela, ognuno radicato nelle proprie certezze ma con dolori simili nel cuore, dovranno pian piano cercare un linguaggio comune.

La storia premiata: Miglior sceneggiatura originale, miglior esordio alla regia e miglior produttore

Gioia mia concorrerà in due categorie David che celebrano la scelta della storia: la narrazione e la produzione. Nella categoria di Miglior produttore concorreranno Benedetta Scagnelli, Alessio Pasqua, Gianluca Arcopinto e Claudio Cofrancesco per Yagi Media, in collaborazione con Paolo Butini, Ivan Caso, Filippo Barracco.

Nella categoria Miglior sceneggiatura originale, si premierà la narrazione, scritta e ideata da Margherita Spampinaro, che esordisce anche come regista e in questo festival concorre come miglior esordio alla regia. In questo primo lungometraggio della regista si innestano con incredibile equilibrio i modelli, come De Sica e Comencini, con la modernità, quella dei dialoghi e dei riferimenti al quotidiano tecnologico. Gela e Nico non sono esattamente nonna e nipote, ma proprio per questo riescono a isolare e incarnare ancora meglio la dinamica di estrema differenza e di grande vicinanza che si crea in quel rapporto. È un film nostalgico sul tempo e la memoria. I personaggi trovano un baricentro del proprio vissuto in questo tenero incontro di anime.

Miglior attrice protagonista

Tra gli interpreti del film concorrerà a questa edizione dei David di Donatello, l’attrice Aurora Quattrocchi, la severa e misteriosa nonnina di Gioia mia. Un’interpretazione riuscitissima per quell’austerità tipica della vecchia generazione ma anche per quell’ inattesa aura malinconica del volto. Una venatura di delicata nostalgia, confacente ad un passato che la donna fa fatica a svelare. Le due nature del personaggio Gela si innestano alla perfezione nel lavoro dell’attrice e si aggiudica così a pieno titolo questa meritata candidatura.

Tra i film ai David Gioia mia è forse il film più tenero, non solo per la sonda nel tema dell’infanzia e della memoria, ma anche per come ne viene fuori l’Italia: malinconica, romantica, neorealista, sognante.

Doriana Gatta