Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, esterna il suo pensiero apertamente anti-guerra in Iran. Crosetto esprime profonda preoccupazione, poiché ci troviamo in «una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti».

La situazione preoccupa: i rischi della guerra in Iran, secondo Crosetto, sono molteplici

Il ministro Crosetto critica aspramente quella che lui stesso definisce una guerra «decisa a due», cioè da Stati Uniti e Israele. Nell’intervista il ministro riconosce il sommarsi delle criticità che, invece di essere in fase risolutiva, continuano ad accumularsi e ad autoalimentarsi. Questo, quindi, non fa che rendere ogni tentativo di rimedio più ostico. Una situazione già drammatica che può solo che precipitare ulteriormente, poiché «l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia». «Sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki -ribadisce Crosetto-. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla». L’escalation, quindi, potrebbe portare anche a conseguenze inattese e imprevedibili in cui «ad azione corrisponde reazione di un livello superiore».

Il ministro della Difesa prosegue nell’intervista facendo particolare riferimento alle scelte militari intraprese dall’amministrazione Trump. «Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo. Credo semplicemente che dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi. Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo», ha dichiarato. Inoltre, «l’Iran degli ayatollah, a capo dell’integralismo, anti occidentale, che teneva sotto scacco ogni libertà era un problema di tutti. Con questa guerra decisa in due senza confronto e legittimità internazionale gli hanno fatto un regalo». In questo modo l’Iran, pur essendo un regime isolato e considerato problematico dalla comunità internazionale per le sue posizioni anti-occidentali, è riuscito a tratto un vantaggio inaspettato dal conflitto.

L’Europa secondo il ministro «fa ciò che può», eppure non crede che lo stia facendo con successo. E, in conclusione, Crosetto ribadisce: «o rivendico che l’Italia abbia preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni». Ora il ministro è atteso martedì pomeriggi in parlamento. Dovrà, infatti, confrontarsi sull’uso delle basi in Italia da parte delle truppe degli Stati Uniti.

Stefania Cirillo