Keir Starmer ha annunciato che si recherà nei Paesi del Golfo per incontrarne i leader e discutere degli sforzi diplomatici a sostegno del cessate il fuoco di due settimane concordato tra Stati Uniti e Iran. La notizia della visita del Primo Ministro, prevista per mercoledì, arriva poche ore dopo l’accordo raggiunto martedì sera, che ha annullato la scadenza imposta dal presidente statunitense Donald Trump, secondo la quale l’Iran avrebbe dovuto arrendersi o subire una distruzione generalizzata.

Il premier britannico ha dichiarato: «Accolgo con favore l’accordo di cessate il fuoco raggiunto nella notte, che porterà un momento di sollievo alla regione e al mondo. Insieme ai nostri partner dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere e mantenere questo cessate il fuoco, trasformarlo in un accordo duraturo e riaprire lo Stretto di Hormuz». Downing Street ha rivelato che il Primo Ministro intende discutere degli sforzi diplomatici per sostenere e mantenere il cessate il fuoco, al fine di giungere a una soluzione duratura del conflitto, proteggendo così il Regno Unito e l’economia globale, che il conflitto ha messo a dura prova in tutto il mondo.

L’impegno di Keir Starmer e del Regno Unito per la fine del conflitto nel Golfo

La visita di Starmer, pianificata prima dell’annuncio del cessate il fuoco, arriva mentre il suo governo si trova ad affrontare crescenti pressioni per limitare l’accesso degli USA alle basi aeree britanniche, specialmente dopo che Trump le ultime, gravissime minacce contro l’Iran. Ieri, infatti, il presidente aveva affermato che, qualora il regime non si fosse conformato alle sue richieste e non avesse permesso il transito delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, avrebbe dato ordine di annientare la civiltà iraniana.

Secondo quanto riportato, il Ministro degli Esteri britannico, Yvette Cooper, avrebbe parlato con il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, dopo le dichiarazioni di Trump, sollecitando una rapida fine della guerra e ribadendo il sostegno della Gran Bretagna ai negoziati e agli sforzi per prevenire un’ulteriore escalation. Cooper e Rubio hanno inoltre discusso delle misure diplomatiche per riaprire lo Stretto, tra cui un incontro, guidato dal Regno Unito e presieduto da Cooper, che ha riunito più di quaranta Paesi. La scorsa settimana la coalizione si è ritrovata a Londra per parlare delle possibili misure economiche e diplomatiche volte a spingere l’Iran ad rendere nuovamente accessibile lo Stretto di Hormuz, una rotta cruciale per il trasporto di petrolio e gas, chiusa dall’inizio degli attacchi israelo-americani.

Federica Checchia