Nella guerra tra Russia e Ucraina emerge un nuovo scenario. È, infatti, giunta notizia che il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, abbia minacciato (seppur lievemente) gli Stati baltici per aver favorito l’Ucraina nel conflitto. L’accusa concerne la concessione dello spazio aereo da parte delle forze ucraine contro i terminali petroliferi russi.

Stati baltici accusati dalla Russia di aver favorito l’Ucraina nel conflitto

La minaccia è arrivata tramite la portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha dichiarato ai giornalisti: «(gli Stati baltici, ndr) hanno ricevuto un avvertimento appropriato». L’avvertimento rivolto a Estonia, Lettonia e Lituania prosegue, affermando: «Se i regimi di questi Paesi hanno abbastanza buon senso, ascolteranno. In caso contrario, dovranno affrontare una risposta». Tuttavia, non è ancora certa la possibile risposta a cui Zakharova fa riferimento. I commenti della portavoce sono giunti simultaneamente all’intensificazione degli attacchi dell’esercito ucraino. Nello specifico, l’offensiva di Kiev sembra abbia preso di mira la regione russa nord-occidentale di Leningrado, la quale si affaccia sul Mar Baltico e sull’Estonia. Pertanto, la concessione del proprio spazio aereo alle forze ucraine ha favorito gli attacchi. Ciononostante, tutti e tre gli Stati riferiscono che le affermazioni sono frutto di disinformazione, respingendo altresì ogni accusa.

Unione europea e NATO: cosa accadrebbe se la Russia attaccasse gli Stati baltici?

In ragione a ciò, la Commissione europea ha dichiarato che l’intera situazione e le minacce russe sono sotto stretto monitoraggio. Thomas Regnier, portavoce della Commissione, ha ribadito che qualsiasi attacco a uno degli Stati membri è un attacco diretto all’intera Unione europea. Pertanto, pur trattandosi esclusivamente di minacce e nulla di concreto, Bruxelles continua a tenere d’occhio la vicenda. Regnier, tuttavia, si chiede, qualora la minaccia si concretizzasse, cosa può fare l’Unione europea in più, al di là di quello che sta già facendo.

«Proprio per questo motivo, nel settore della difesa, lo scorso anno siamo stati estremamente attivi fin dall’inizio del mandato», sottolinea il portavoce. Sono stati avanzati, infatti, «progetti, programmi, roadmap e programmi di finanziamento messi sul tavolo per sostenere i nostri Stati membri, proprio perché dobbiamo rafforzare la nostra resilienza collettiva». Un altro aspetto tutt’altro che irrilevante riguarda la presenza di Estonia, Lettonia e Lituania nella NATO. Qualora venissero attaccati, entrerebbe in gioco l’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico. Questo, infatti, stabilisce che qualsivoglia «attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti». Lo scenario in tal modo assume un peso differente, indubbiamente maggiore e più critico.

Stefania Cirillo