Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto pesantemente sulla questione del transito marittimo nello Stretto di Hormuz, un passaggio che Teheran ha cercato di blindare o condizionare durante le scorse settimane di ostilità. Trump ha dichiarato che l’Iran sta facendo un “pessimo lavoro” nel consentire il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. “Questo non è l’accordo che abbiamo!”, ha affermato Trump in un post su Truth Social.
Donald Trump ha promesso di riaprire lo Stretto di Hormuz “con o senza” la cooperazione dell’Iran, in vista dei colloqui di pace in Pakistan. “Apriremo il golfo con o senza di loro…o lo stretto come lo chiamano. Penso che andrà tutto molto velocemente e, se così non fosse, riusciremo a finirlo“, ha detto Trump ai giornalisti mentre lasciava Washington.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di “opzioni militari” per rendere nuovamente navigabile lo Stretto nel corso di una telefonata di ieri sera col presidente americano.
Trump e lo Stretto di Hormuz, l’importanza economica mondiale
Lo stretto di Hormuz, che prima della guerra poteva essere attraversato liberamente dalle navi di tutto il mondo, oggi è di fatto controllato dall’Iran e il cessate il fuoco non cambia questa situazione. Inoltre i danni causati dai bombardamenti iraniani alle infrastrutture energetiche del golfo Persico continueranno ad avere conseguenze per molto tempo sui prezzi dell’energia. Lo stretto di Hormuz è l’unico passaggio marittimo per le merci che devono uscire dal golfo Persico, tra cui un quinto di tutto il petrolio e il gas naturale liquefatto esportati nel mondo. Dall’inizio della guerra l’Iran ne ha preso il controllo e permette di attraversarlo solo alle navi che considera non ostili e che hanno fatto un accordo con il regime, in alcuni casi pagando un pedaggio che può essere anche dell’equivalente di milioni di euro. Se l’Iran prendesse il controllo dello stretto in modo permanente si creerebbe una situazione senza precedenti, con enormi conseguenze sui traffici marittimi e sulle disponibilità di petrolio e gas naturale in tutto il mondo. Sarebbe un esito completamente avverso a Trump, dato che darebbe al regime iraniano il potere di controllare uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo sulla base dei propri interessi.
In un post su Truth, Trump ha scritto che gli Stati Uniti «aiuteranno con l’aumento del traffico» nello stretto e che «saranno fatti molti soldi». Non si capisce però se i «soldi» siano direttamente legati allo stretto, e quindi a qualche tassa imposta sui passaggi, o più in generale al cessate il fuoco. I media iraniani stanno scrivendo che l’Iran e l’Oman, l’altro paese che si affaccia sullo stretto, continueranno a chiedere un pedaggio e i soldi verranno usati per la ricostruzione dell’Iran dopo la guerra.
L’Europa boccia il pedaggio nello Stretto di Hormuz
La Commissione europea ha respinto con fermezza qualsiasi tentativo, da parte dell’Iran o degli Stati Uniti, di far pagare alle navi l’attraversamento dello Stretto di Hormuz, pur ammettendo che la decisione finale di pagare o meno una tassa è interamente a discrezione delle compagnie interessate. La reazione arriva un giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha suscitato preoccupazione in tutta Europa suggerendo una “joint venture” con Teheran per imporre un sistema di passaggio a pagamento sulla via d’acqua, che è vitale per il transito di petrolio, gas e forniture di fertilizzanti. “È un modo per metterla in sicurezza, ma anche per proteggerla da molte altre persone”, ha detto Trump alla Abc News. “È una cosa bellissima”.
Karoline Leavitt, addetta stampa della Casa Bianca, ha poi dichiarato che l’idea “continuerà ad essere discussa”, ma ha sottolineato che l**a “priorità immediata” è la riapertura della rotta di navigazione “**senza alcuna limitazione, sia sotto forma di pedaggio che di altro tipo”.





