Una ricostruzione del New York Times ha indicato come l’Iran non sarebbe stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. L’Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio.

I Pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicatuna ricostruzione del New York Times ha indicato come l’Iran non sarebbe stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Secondo il quotidiano americano si tratterebbe di un potenziale fattore di complicazione in vista dell’incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace. 

Nel pomeriggio di ieri, con un lungo post pubblicato su Truth, il presidente americano ha scritto che “stiamo ora avviando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz, come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente”. Affermazioni confermate anche più tardi nonostante le smentite arrivate da Teheran.

Trump ha aggiunto su Truth che “l’unica risorsa che resta all’Iran è la minaccia che una nave possa ‘imbattersi’ in una delle loro mine marine; mine che, per inciso, sono rimaste orfane, dato che tutte le loro 28 imbarcazioni posamine giacciono anch’esse sul fondo del mare”. E proprio oggi, secondo Axios, “diverse navi” della Marina statunitense avrebbero attraversato lo Stretto.

Il movimento non sarebbe stato coordinato con l’Iran, che però ha smentito questa ricostruzione: la tv di Stato ha sostenuto che sarebbe stato lanciato un avvertimento a una nave militare americana che sarebbe stata attaccata entro 30 minuti se avesse varcato Hormuz, e il vascello si sarebbe ritirato. Più tardi il Comando centrale Usa ha scritto sui social che due navi da guerra americane stavano transitando nello Stretto di Hormuz per un’operazione di sminamento.

In una nota il Centcom ha scritto che che “la USS Frank E. Peterson e la USS Michael Murphy hanno attraversato lo stretto nell’ambito di una missione più ampia volta a garantire che sia completamente libero dalle mine navali precedentemente posizionate dai Pasdaran”. Mentre il portavoce del Comando Centrale iraniano Khatam al-Anbiya ha “categoricamente smentito” l’ingresso delle navi americane nello Stretto secondo quanto comunicato dal Centcom. “La decisione in merito al passaggio di qualsiasi nave spetta alle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran”, ha affermato il portavoce militare Ebrahim Zolfaghari, citato dalla televisione di Stato, mentre i Pasdaran hanno avvertito: “Qualsiasi tentativo da parte di navi militari di attraversare lo Stretto di Hormuz incontrerà una ferma risposta”.