L’ex presidente bulgaro Rumen Radev ha vinto le elezioni in Bulgaria, con circa il 45 per dei consensi. Potrebbe quindi raggiungere la maggioranza assoluta una volta completato lo spoglio delle schede. Il risultato elettorale in Bulgaria potrebbe avere importanti ripercussioni politiche in tutta Europa. Il voto rappresenta molto più di un normale passaggio elettorale: è un banco di prova per capire se, dopo la sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, possa emergere un nuovo attore capace di riequilibrare – o destabilizzare – la linea europea su Ucraina, Russia e governance interna.
Ex generale dell’aeronautica, esperto top gun e presidente dal 2017 al 2026, Radev ha costruito la sua campagna su una retorica forte contro quella che definisce una “oligarchia radicata”, promettendo di smantellare un sistema percepito come corrotto.
Questo messaggio ha trovato terreno fertile soprattutto tra gli elettori più anziani e nelle aree rurali, ma ha anche sollevato interrogativi a livello europeo. Radev è infatti considerato un leader euroscettico “soft” e favorevole a un riavvicinamento pragmatico alla Russia, pur condannando formalmente l’invasione dell’Ucraina.
Radev si è opposto agli aiuti militari a Kiev e ha sostenuto la necessità di una via d’uscita dal conflitto attraverso la riapertura di canali di dialogo con Mosca. Linea che, nell’estate 2023, lo ha portato a uno scontro diretto con Volodymir Zelensky durante una visita ufficiale di quest’ultimo a Sofia.
Il suo partito, Bulgaria Progressista, aveva fatto campagna contro Gerb e il Movimento per i diritti e le libertà (Dps), i cui leader, Borissov e Delyan Peevski, sono stati spesso indicati da Radev come «oligarchi».
La promessa elettorale è quella di “rovesciare l’oligarchia”. “L’oligarchia è profondamente radicata nella vita sociale ed economica del Paese. È uno schema piramidale che prosciuga sistematicamente la società, garantendosi l’impunità attraverso il controllo delle istituzioni, dei partiti, delle elezioni, dei media e delle imprese”, aveva tuonato il mese scorso.
La linea politica di Radev ha attirato molta attenzione a livello internazionale. Durante la sua prima presidenza si è ripetutamente opposto all’invio di aiuti militari all’Ucraina e ha criticato le politiche dell’Unione europea in materia. Ha sostenuto spesso che appoggiare l’Ucraina rischia di trascinare la Bulgaria nel conflitto.
Radev ha anche invocato il dialogo con il presidente russo Vladimir Putin, contribuendo alla sua immagine di leader vicino alla Russia.





