Oggi Trump ha annunciato l’invio della propria delegazione per i negoziati con L’Iran, guidata dal vicepresidente JD Vance e completata dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, emissario e genero di Trump. Teheran formalmente non comunica la presenza dei propri rappresentanti in Pakistan.
Nelle prossime ore, riferisce il Wall Street Journal, la delegazione della Repubblica islamica – con il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf – sbarcherà a Islamabad. In base al programma anticipato da Al Jazeera, i due team dovrebbero arrivare praticamente in contemporanea per iniziare i colloqui alle 12 locali. L’incertezza e le tensioni crescenti, con il sequestro di un mercantile iraniano da parte degli Usa, influiscono sulle quotazioni del greggio e a cascata sui prezzi dei carburanti e dell’energia, tema caldissimo in molti paesi – Italia compresa – che attendono news.
Il Pakistan è fiducioso di poter convincere l’Iran a partecipare ai negoziati con gli Stati Uniti, come dichiarato all’agenzia di stampa Reuters un alto funzionario del governo di Islamabad. “Abbiamo ricevuto un segnale positivo dall’Iran. La situazione è in continua evoluzione, ma stiamo cercando di garantire la loro presenza quando inizieremo i colloqui”, ha affermato la fonte, che ha chiesto di rimanere anonima. La fonte ha aggiunto che il Pakistan è attivamente impegnato con Teheran e Washington, mentre si avvicina la scadenza del cessate-il-fuoco fissata dal presidente statunitense Donald Trump.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito di essere convinto che l’Iran negozierà, avvertendo che in caso contrario affronterà “problemi mai visti prima”. In un’intervista concessa a un programma radiofonico conservatore, Trump ha affermato che un eventuale accordo dovrà impedire a Teheran di ottenere armi nucleari: “Spero raggiungano un’intesa equa e ricostruiscano il loro Paese, ma non avranno un’arma nucleare, né alcuna possibilità di averla. Non possiamo permetterlo”. Trump ha inoltre sostenuto che l’azione militare degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran fosse inevitabile: “Non avevamo scelta. Dovevamo farlo”, ha detto il presidente.
Trump ha poi fornito un ulteriore elemento importante sui negoziati a Islamabad: “L’accordo con l’Iran sarà molto migliore rispetto a quello firmato da Obama”. Il riferimento è all’intesa sul nucleare siglato nel 2015.
Nei giorni scorsi, Trump si è sbilanciato fino ad annunciare che Teheran avrebbe consegnato agli Usa i 440 chili di uranio arricchito al 60%. Dopo le smentite iraniane, il presidente ora non tocca l’argomento. Non è chiaro quindi cosa prevederebbe il documento in discussione a Islamabad, ma a giudicare dai post del presidente la fumata è imminente: “Non sono sotto alcuna pressione, anche se succederà tutto in tempi relativamente brevi!”. La pressione, semmai, è su Teheran: “Il blocco navale, che non revocheremo finché non ci sarà un ‘accordo’, sta completamente distruggendo l’Iran. Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno, una cifra insostenibile per loro, anche a breve termine”.





