A seguito delle tensioni causate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e dal conflitto in Medio Oriente è emerso un tema cruciale: le materie prime critiche. Attualmente la Polonia, pur possedendo numerose materie prime importanti per l’economia moderna, è carente di materie prime normalmente impiegate per la transazione energetica. Queste ultime, come il litio o la grafite, devono essere quindi importate. Proprio per rispondere a questa carenza, il governo sta valutando strategie volte ad aumentare l’estrazione interna e la sicurezza delle materie prime.

Polonia, nuove strategie per aumentare l’estrazione interna di materie prime

Arkadiusz Kustra, preside della Facoltà di Ingegneria Civile e Gestione delle Risorse presso l’Università di Cracovia, in Polonia, ha evidenziato la scarsa popolarità dell’estrazione mineraria in Polonia. Ciononostante, l’intera Europa deva riavvicinarsi nuovamente al settore a causa della situazione geopolitica. Ovviamente, la valutazione del piano d’azione deve tener conto non solo dell’approvvigionamento delle materie prime, ma anche dei soggetti che riescono a trarre un beneficio maggiore. Kustra, per sottolinearne l’importanza, ha posto in esame il caso della Serbia, poiché «ha depositi di litio ed è già in trattativa con Mercedes o Stellantis».

In aggiunta, l’esperto ribadisce che l’obiettivo ultimo, pur guadagnando poco all’inizio, è di realizzare catene di approvvigionamenti regionali. In tal modo la parte più sostanziosa del valore aggiunto resta all’interno del Paese. I soggetti che traggono un beneficio maggiore sono un argomento altrettanto importante. Kustra, infatti, aggiunge: «I margini delle materie prime critiche vanno in gran parte ai cinesi, che controllano più del 90% della lavorazione e del commercio, anche se non possiedono la maggior parte dei giacimenti». Il Congo, ad esempio, pur non essendo un Paese ricco economicamente, è provvisto di numerose risorse.

Qual è il ruolo del riciclo?

Il tema del riciclaggio trova un posto anche quando si parla di materie prime. La CEO di Eneris Surowce, Dorota Włoch, è molto chiara in merito: «Il riciclaggio è una necessità». I metalli ad esempio, a differenza della plastica, possono essere riciclati e riutilizzati più volte nel tempo. Pertanto, anche il recupero di materie prima dai rifiuti diventerà nel tempo una pratica sempre più attuata. Włoch afferma che dal riciclaggio è possibile recuperare «alluminio metallico e la cosiddetta massa nera, che è un concentrato di metalli, soprattutto cobalto-nichel. Questi sono alcuni dei metalli più preziosi per le batterie. Le batterie sono oggi fondamentali, non solo nel settore automobilistico, ma anche nell’immagazzinamento di energia da fonti rinnovabili come l’eolico e il solare».

Il punto della questione appare quindi estremamente delineato. Non solo vi è la necessità di riavvicinarsi al settore delle materie prime, ma di integrare questo processo con il riciclaggio. È indispensabile sì dal punto di vista economico, ma anche per garantire maggiore sicurezza e strumenti per avvicinarsi alle energie rinnovabili. Oltre l’attuale situazione geopolitica, al di là dei conflitti, si parla di necessità ambientale e strutturale.

Stefania Cirillo