«L’Iran ci ha appena informato di trovarsi in uno ‘Stato di collasso’. Ci chiedono di «aprire lo Stretto di Hormuz» il prima possibile, mentre cercano di risolvere la loro situazione di leadership (cosa che, credo, riusciranno a fare!)». È quanto scrive il presidente americano Donald Trump su Truth.

I mediatori in Pakistan attendono nei prossimi giorni una proposta rivista da parte dell’Iran per mettere fine alla guerra, dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha fatto sapere di non voler accettare una versione precedente del piano che gli era stato sottoposto. E’ quanto hanno riferito alla Cnn fonti vicine al negoziato, secondo cui il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è atteso oggi a Teheran, dopo una visita a Mosca, per avviare consultazioni con la leadership del Paese.

Il processo decisionale della Repubblica islamica, spiegano le fonti, è rallentato anche dalle difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, che si trova in una località tenuta segreta per motivi di sicurezza. Le fonti hanno sottolineato che il negoziato resta in continua evoluzione e che molto dipenderà dall’eventuale presentazione da parte di Teheran di una nuova proposta più accettabile per Washington. In un messaggio sui social, Trump ha affermato che l’Iran avrebbe informato gli Stati Uniti di trovarsi in uno «stato di collasso», sostenendo che Teheran vuole la riapertura dello Stretto di Hormuz al più presto.

Il presidente Donald Trump oscilla tra l’ipotesi di nuovi attacchi militari contro l’Iran e l’attesa che la strategia di ‘massima pressione’ economica spinga Teheran a negoziare sul programma nucleare. Lo riferisce Axios, citando cinque consiglieri che hanno parlato con il capo della Casa Bianca. Secondo il sito d’informazione americano, il conflitto con la Repubblica islamica è entrato in una fase di stallo dai contorni simili a una ‘Guerra Fredda’, tra sanzioni finanziarie, blocchi navali e negoziati ancora lontani, mentre resta alto il rischio di un’escalation militare. Diversi funzionari americani, citati da Axios, hanno riferito che a Washington sta crescendo la preoccupazione per il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto «congelato», senza guerra aperta ma anche senza accordo.

In questo scenario, le forze Usa resterebbero dispiegate nella regione per mesi, con lo Stretto di Hormuz chiuso, mentre le due parti continuerebbero ad attendere una mossa dell’avversario