C’è qualcosa di molto preciso che Chanel ha fatto con la Cruise 2027: non ha solo presentato una collezione, ha costruito un’atmosfera. E il beauty questa volta non è un dettaglio finale, ma parte centrale del racconto.
La scelta di Biarritz non è nostalgia fine a se stessa. È un ritorno alle origini della Maison, quando Gabrielle Chanel nel 1915 apriva la sua boutique ispirandosi a un’idea di libertà legata al mare, al vento, al movimento. Ed è esattamente lì che questa Cruise si posiziona: lontana dalla rigidità parigina, più fluida, più istintiva.
Chanel Cruise 2027, le sirene e il beauty che riscrive l’idea di “glow” (e skin first)
Con la prima collezione firmata da Matthieu Blazy, questa visione diventa ancora più evidente. Non c’è costruzione forzata, ma un equilibrio sottile tra funzione e immaginazione. E il make-up segue la stessa logica.
Se c’è una parola chiave è: sottrazione. La pelle non è “perfetta” nel senso classico. È luminosa, viva, quasi umida—come se avesse appena preso aria di mare. I prodotti scelti (come Le Beiges Water-Fresh Complexion Touch e Ultra Le Teint Correcteur) non costruiscono, ma uniformano senza cancellare.
È quel tipo di glow che non sembra make-up. E soprattutto, non cerca di esserlo.
Labbra: il lusso della semplicità
Niente overlining, niente contorni netti. Le labbra restano morbide, trasparenti, quasi casuali. Il Rouge Coco Flash nella tonalità Sweet lavora più come un riflesso che come un colore pieno: si fonde, si trasforma, lascia una brillantezza che ricorda l’acqua sulla pelle.
È un gesto minimo, ma intenzionale. E soprattutto coerente con tutto il resto.
Occhi: il punto in cui succede tutto
Poi arrivano gli occhi, e cambia completamente il ritmo. La reference è quella della sirena, ma reinterpretata in chiave contemporanea—niente cliché, niente glitter ovvio. La make-up artist Lucia Pieroni costruisce un effetto quasi surreale: piume applicate su ciglia e palpebre, texture leggere che sembrano muoversi con lo sguardo.
La base è luminosa, ottenuta con Baume Essentiel, che crea quell’effetto bagnato, iridescente, come luce riflessa sull’acqua. Le sopracciglia, invece, restano più raw: pettinate verso l’alto, definite ma non rigide. È un contrasto interessante—etereo ma concreto, delicato ma visivamente forte.
La manicure: il dettaglio che chiude il cerchio
Anche le unghie seguono questa narrativa acquatica. La manicurist Ama Quashie lavora su texture perlate e sfumature degradé che ricordano l’interno delle conchiglie. Non è una nail art evidente, ma un riflesso continuo che cambia con la luce.
È quel tipo di dettaglio che non noti subito, ma che completa tutto.





