A vincere l’ambita statuetta di Miglior attrice protagonista è stata Aurora Quattrocchi per il film Gioia Mia di Margherita Spampinato. Scopriamo insieme il ruolo dell’attrice e le parole toccanti che ha pronunciato sul palco luminoso dello studio 23 di Cinecittà.

Un’interpretazione lucida e profonda

I David di Donatello di quest’anno hanno regalato molte sorprese, tratteggiando un’Italia vasta, complessa e culturalmente profonda. Gioia mia, in questo mosaico ha fatto lo stesso, attraverso l’incontro tra due generazioni. Aurora Quattrocchi è Zia Gemma, che guarda il mondo attraverso occhi vissuti eppure ancora capaci di mettersi in discussione. La sua interpretazione è lucida, austera, precisa, eppure nasconde numerose sfumature.

Aurora Quattrocchi e la consegna del premio

Dopo la vittoria di Matilda De Angelis come attrice non protagonista, l’assegnazione di alcuni premi “tecnici” come l’esordio alla regia, la migliore sceneggiatura e il migliore compositore, e alcuni premi ad honorem, come quello ad Ornella Muti, salita sul palco per ritirare la statuetta dello scorso anno, la serata della 71esima edizione dei David di Donatello torna a premiare gli attori.

 “Io mi auguro che il cinema possa avere sempre, sempre, sempre di più successo, meraviglia e fantasia e gioia… E Gioia mia non deve finire mai. E che riaprano le sale cinematografiche grandi come questa, non se ne può più di quelle salette micragnose dove il film non viene visto” ha detto l’attrice ricevendo il premio.

La trama di ‘Gioia mia’

Nico è un bambino che deve trascorrere l’estate dall’anziana zia siciliana Gela (Aurora Quattrocchi) perché la sua baby-sitter Violetta deve sposarsi e non può occuparsi più di lui. La zia lo accoglie al suo arrivo all’aeroporto e durante il tragitto Nico e Gela cominciano a relazionarsi, dando vita a un rapporto difficoltoso basato su differenze d’età e abitudini.

Quando il bambino arriva in casa della zia, in un antico palazzo, la sua prima preoccupazione è quella di sapere se c’è il wi-fi per il suo telefono ma in quell’appartamento non c’è. Nico deve adattarsi piano piano a vivere in una nuova dimensione nuova e disagevole.

Stringe controvoglia amicizia con Rosa, una sua coetanea, che lo inserisce nel gruppo dei bambini che vivono in quel palazzo e con cui comincia a trascorrere i pomeriggi giocando insieme a loro o facendo delle incursioni negli appartamenti rimasti vuoti, alla ricerca degli spiriti che li abitano. Nico e Gela riescono a conquistare, nel frattempo, la fiducia reciproca. Nel frattempo la zia si lascia andare a confidenze personali sulla sua giovinezza.

Doriana Gatta