Nel 2025 circa 92,7 milioni di cittadini dell’Unione europea era a rischio povertà. In breve, un cittadino su cinque versava in un condizione economia fragile tale da impedirgli di condurre una vita dignitosa. Rispetto al 2024, anno in cui i cittadini a rischio povertà erano 93,3 milioni, si è registrato un lieve miglioramento. Ciononostante, come riferiscono anche alcune ONG, la riduzione di circa 600 mila unità non è sufficiente. È essenziale che venga stanziato un budget adeguato, ma anche che vengano attuate delle strategie vincolanti. Ieri, in merito a ciò, la Commissione europea ha presentato piano ambizione che punta a eliminare la povertà entro il 2050.
Piano ambizioso della Commissione europea contro la povertà, ma la soglia potrebbe aumentare
In un’intervista a Euronews, la vicepresidente della Commissione europea Roxana Mînzatu ha ribadito che il piano è sì ambizioso, ma fondamentale. Preoccupa, però, che l’UE sia lontana dall’obiettivo fissato nel 2030 di aiutare 15 milioni di persone ad allontanarsi da una condizione economica instabile. Solo 3,7 milioni di europei, ammette Mînzatu, sono stati effettivamente aiutati. È possibile, quindi, che il traguardo più prossimo non venga raggiunto.
Non è da omettere la situazione geopolitica attuale che, direttamente e indirettamente, grava sulle spalle dei cittadini. La guerra in Medio Oriente, ad esempio, è un fattore determinante che aggiunge ulteriore carico non solo alle bollette, ma al costo complessivo della vita. Il numero di individui a rischio povertà già notevolmente alto, aggiunge la vicepresidente, potrebbe aumentare in pochi mesi.
Cosa prevede il piano della Commissione?
La prima strategia inclusa nel pacchetto è volta a rafforzare la Garanzia europea per l’infanzia e i diritti delle persone con disabilità. Tuttavia, il piano non include un budget destinato a contrastare la povertà. La Commissione europea, infatti, ritiene che l’UE abbia già a disposizione dei fondi rilevanti per lo scopo, come i 50,2 miliardi di euro del Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+). Questo budget ha lo scopo di contribuire l’inclusione sociale e portare avanti la lotta contro la deprivazione materiale. Oltre a ciò, nel prossimo bilancio pluriennale europeo, è necessario includere anche i 100 miliardi di euro per le politiche sociali.
Gli obiettivi presenti nel piano serviranno a rafforzare gli aiuti alle famiglie, a sostenere le persone senza un’occupazione per riuscire a trovarne un altro e a migliorare il sostegno dei cittadini anziani con pensioni adeguate. Nel pratico, la Commissione europea testerà la carta di garanzia per l’infanzia: uno strumento digitale volto a individuare i bambini in difficoltà affinché sia possibile offrire loro servizi gratuiti. Mînzatu, quindi, spiega: «Se un bambino in una situazione precaria ha bisogno di cure mediche, di assistenza odontoiatrica, ad esempio, dobbiamo saperlo e fare tutto il necessario affinché riceva questo sostegno».
Non è da trascurare la crisi abitativa -che tocca il 40% delle persone- e il conseguente milione di cittadini senza una fissa dimora. Anche questo tassello si inserisce tra le priorità assolute. «Raccomandiamo agli Stati membri […] di prevenire l’esclusione abitativa, ad esempio attraverso sistemi di allerta precoce, consulenza sul debito, in modo da evitare situazioni in cui le persone vengono sfrattate», aggiunge la vicepresidente. Ciononostante, come sostengono alcune ONG, il rischio è che in assenza di una legislazione concreta vi è il rischio che gli obiettivi più ambizioni manchino di strumenti adeguati per raggiungerli.
Le parole di Ursula von der Leyen
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: «Povertà ed esclusione sono sfide che possiamo e dobbiamo superare. Oggi presentiamo una strategia per prevenire e ridurre la povertà. Stiamo adottando misure decisive con una Garanzia per l’infanzia rafforzata, una migliore prevenzione della condizione di senza dimora e una piena inclusione delle persone con disabilità. Dignità, opportunità ed uguaglianza. Questi sono valori chiave nell’Europa che stiamo costruendo».
Stefania Cirillo





