Dopo neanche quarantotto ore, la delicata tregua tra Ucraina e Russia traballa già. Le forze armate di Kiev hanno accusato il Cremlino di avere violato il cessate il fuoco di tre giorni iniziato sabato; di rimando, il ministero della Difesa russo sostiene che siano stati gli avversari a non rispettare i patti. Secondo quanto riferito dall’aviazione ucraina, nella notte tra sabato e domenica, l’esercito sovietico avrebbe lanciato decine di droni contro il territorio nemico, uccidendo una persona e ferendone almeno diciannove.
A chiedere il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina è stato Putin
Il cessate il fuoco aveva avuto inizio il 9 maggio e, nei piani originali, sarebbe dovuto proseguire fino all’11 maggio. Ad annunciare la momentanea pausa dal conflitto era stato Donald Trump; queste le sue parole su Truth: “Spero che sia l’inizio della fine di una guerra molto lunga, sanguinosa e combattuta duramente”.
La richiesta, in realtà, era arrivata da Vladimir Putin, che voleva garantire ordine e sicurezza durante la parata per la commemorazione della vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale. Appena terminato l’evento, tuttavia, sembra che Mosca abbia immediatamente ripreso gli attacchi, che però non sono ancora stati confermati dalle autorità russe. Via social, il presidente statunitense ha affermato che ci sarebbe stato anche uno scambio di mille prigionieri di guerra per parte. Allo stato attuale delle cose, pare che questo non sia mai avvenuto.
Il messaggio di Zelensky e il ringraziamento a Donald Trump
Il presidente Zelensky aveva confermato l’annuncio di Trump e lo scambio di prigionieri venerdì sera. Su Telegram aveva pubblicato il seguente messaggio: “Abbiamo ricevuto l’accordo della Russia per uno scambio di prigionieri di 1.000 a 1.000. È inoltre necessario stabilire un cessate il fuoco il 9, 10 e 11 maggio”.
Aveva poi aggiunto su X:“Negli ultimi giorni, ci sono stati molti appelli e segnali riguardo agli accordi per domani a Mosca in relazione alle nostre sanzioni a lungo termine contro l’Ucraina. Un ulteriore argomento per l’Ucraina nel determinare la nostra posizione è sempre stata la risoluzione di una delle questioni umanitarie chiave di questa guerra, ovvero il rilascio dei prigionieri di guerra. Piazza Rossa è meno importante per noi della vita dei prigionieri ucraini che possono essere riportati a casa. Ringrazio il presidente e il suo team per il loro proficuo impegno diplomatico. Ci aspettiamo che gli USA garantiscano che la parte russa rispetti questi accordi”.
Federica Checchia





