Il presidente americano Donald Trump torna a parlare del Venezuela che considera “seriamente” come 51esimo Stato degli Usa, come ha dichiarato a un giornalista di Fox News, aggiungendo che i venezuelani “lo adorano”.
Non è tardata ad arrivare la replica di Delcy Rodriguez, diventata presidente venezuelana ad interim dopo che le forze speciali Usa hanno catturato nel blitz del 3 gennaio Nicolas Maduro di cui era la vice. Il Venezuela “non ha mai considerato” la possibilità di diventare il 51mo Stato americano, ha detto. La cosa, ha spiegato Rodriguez rispondendo ai giornalisti all’Aja, “non verrebbe mai presa in considerazione perché” “noi donne e uomini venezuelani abbiamo amiamo il nostro processo d’indipendenza, amiamo i nostri eroi e le nostre eroine dell’indipendenza”.
Rodriguez si è recata all’Aja nel suo primo viaggio all’estero da quando ha preso la guida del Paese per intervenire di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia riguardo ad una disputa territoriale con la Guyana per il controllo dell’Esequibo, regione ricca di petrolio. Nel suo intervento, la presidente ad interim ha ribadito la “storica posizione” del Venezuela nel non cedere ad organismi internazionali questioni riguardo alla sovranità, affermando che la disputa potrà essere risolta solo con negoziati bilaterali e non da una sentenza della Corte. Rodriguez ha spiegato di essere andata all’Aja per “dimostrare al mondo la verità sui diritti appartenuti al Venezuela riguardo al territorio” contesto. “Questo non implica in nessun modo il riconoscimento della giurisdizione della Corte sulla controversia territoriale”, ha concluso.
Trump aveva già fatto commenti simili lo scorso marzo, dopo il trionfo del Venezuela sull’Italia nelle semifinali del World Baseball Classic 2026. Poi, il presidente degli Stati Uniti aveva ironizzato sul suo network Truth che nel Paese sudamericano “stanno succedendo cose positive”, ponendo un interrogativo neppure tanto criptico: “Stato numero 51?”.
Anche stavolta, la presidente Rodríguez ha assicurato che il suo Paese continuerà a difendere “integrità, sovranità e indipendenza. La nostra storia è una storia di gloria di uomini e donne, che hanno dato la vita per renderci, non una colonia, ma un Paese libero”.





