Il gruppo di profumeria Douglas chiude il secondo trimestre con una perdita netta di 10 milioni di euro. Il doppio rispetto alle attese degli analisti, che prevedevano invece 5 milioni di euro. Per la società questo è segno dell’impatto dell’avviamento e di altre svalutazioni contabilizzate nel primo trimestre. Ad aprile il gruppo aveva rivisto al ribasso la guidance per il 2026, sottolineando il cambiamento delle dinamiche nel mercato beauty, senza dimenticare le incertezze geopolitiche ed economiche. In quel caso la società aveva ridotto la previsione sul margine operativo lordo, rettificato dal 16,5 al 16 per cento.

Douglas, perdita di 10 milioni (il doppio rispetto a quanto previsto)

In un contesto complesso si conferma comunque la crescita delle vendite nel secondo trimestre. La società ha infatti sottolineato come il mercato europeo del beauty premium continua a crescere strutturalmente, anche se con un andamento più moderato nei principali mercati del continente. Nonostante le tensioni geopolitiche, l’aumento dell’inflazione e l’aumento dei costi energetici, c’è comunque la fiducia dei consumatori dell’Eurozona ai livelli più bassi dalla fine del 2022. Il CEO Sander van der Laan afferma che “Abbiamo registrato una crescita nel secondo trimestre continuando al tempo stesso a portare avanti le nostre priorità strategiche. Il mercato europeo della bellezza premium sta trovando un nuovo equilibrio e stiamo accelerando l’esecuzione della nostra strategia adattando le priorità operative a questa nuova realtà”.

E ancora: “Le misure adottate non rappresentano reazioni di breve periodo alla volatilità del mercato, ma scelte mirate a rafforzare le basi del gruppo in un contesto in evoluzione”. Il gruppo sta, inoltre, rafforzando l’attenzione sulle attività omnicanale ed e-commerce. Il tutto per consolidare la posizione di principale retailer europeo nel segmento beauty premium, questo anche grazie all’offerta che combina brand esclusivi, selettivi e marchi proprietari. Per Deutsche Bank Research, “Douglas ha meno differenziazione online rispetto al retail fisico, con i consumatori che si concentrano più su prezzo, promozioni e disponibilità che su qualsiasi esigenza di servizio”.

Marianna Soru