L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno formalizzato il testo del loro accordo commerciale, discusso lo scorso luglio dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e da Donald Trump. I negoziatori del Consiglio Europeo, della Commissione Europea e del Parlamento Europeo hanno ottenuto la stesura finale che, tuttavia, non è ancora entrata in vigore: il Parlamento dovrà votarla e approvarla in sessione plenaria tra il 15 e il 18 giugno. Successivamente toccherà al Consiglio Europeo, ma non dovrebbero esserci modifiche sostanziali.

Il processo di ratifica dell’accordo aveva subito una battuta d’arresto a gennaio, per via delle minacce del presidente statunitense contro la Groenlandia, e a febbraio, dopo che la Corte suprema USA aveva giudicato illegali i dazi imposti da Trump. Tutto era poi ripartito a marzo. «L’UE ha dimostrato ancora una volta di essere un partner commerciale piuttosto affidabile che rispetta i propri impegni», ha dichiarato il commissario europeo al commercio, Maroš Šefčovič, dopo aver lasciato la sala negoziale.

Cosa prevede l’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti

Secondo il patto, l’Unione Europea dovrà eliminare i dazi sui beni industriali statunitensi e su alcuni beni agricoli. Di rimando, gli USA non alzeranno oltre il 15% i dazi su molti prodotti europei, come Trump aveva minacciato di fare nel caso in cui l’UE non avesse messo in opera l’accordo entro il 4 luglio.

Il testo finale non riporta particolari novità rispetto a quanto già definito lo scorso anno; stabilisce, tuttavia, alcuni punti che erano rimasti in sospeso. Tra questi, la Commissione Europea potrà, su richiesta del Parlamento o di uno Stato membro, sospendere l’accordo, nel caso in cui gli Stati Uniti non riducano al 15% i dazi sull’acciaio e sull’alluminio entro la fine del 2026 (al momento arrivano fino al 50%). La nuova stesura ha inoltre posticipato Una clausola che consente di far scadere l’intesa, inoltre, è stata posticipata da marzo del 2028 a dicembre del 2029, un anno dopo la fine del secondo (e ultimo) mandato presidenziale di Trump.

Il testo include anche delle garanzie che impongono alla Commissione di indagare, di propria iniziativa o su richiesta di tre Paesi dell’UE, se le importazioni rappresentino una seria minaccia per le industrie nazionali. Ciò potrebbe portare a una sospensione parziale o totale dell’accordo commerciale. La clausola che prevede l’annullamento dell’accordo di Turnberry in caso di nuova minaccia da parte degli USA della sovranità territoriale dell’UE –avanzata dal Parlamento europeo dopo la minaccia di annessione della Groenlandia da parte di Trump– non è stata inclusa.