Ursula von der Leyen ha esortato Stati Uniti e Iran a risolvere la crisi di Hormuz. Parlando dopo la firma dell’accordo commerciale a Canberra, la presidente della Commissione Europea ha definito la situazione per l’approvvigionamento energetico globale “critica”, ribadendo come gli sforzi dell’Iran per bloccare la strategica via navigabile attraverso attacchi contro navi mercantili disarmate e infrastrutture critiche debbano essere condannati. In visita in Australia per la firma di un nuovo accordo di libero scambio, von der Leyen ha affermato che la fine della guerra è necessaria per fermare la crescente perturbazione economica globale: circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio, infatti, transita attraverso lo stretto.

«L’Iran deve cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e qualsiasi altro tentativo di bloccare lo stretto alla navigazione commerciale», ha dichiarato. «La situazione è critica per gli alleati che dipendono dall’approvvigionamento energetico in tutto il mondo. Sentiamo tutti le ripercussioni sui prezzi del gas e del petrolio… ma è di fondamentale importanza giungere a una soluzione negoziata che ponga fine alle ostilità che vediamo in Medio Oriente».

Successivamente, in un discorso al Parlamento australiano, ha sottolineato come il Paese non potrà più contare sulla distanza per proteggersi dalla guerra e dal caos: «I Paesi che hanno costruito i propri modelli economici sulla base della stabilità e della sicurezza che questi offrono si trovano ad affrontare una nuova realtà. Il mondo in cui viviamo è brutale, duro e spietato. Sembra capovolto. Quelle che consideravamo certezze sono messe in discussione. La coperta di sicurezza di ieri ci è stata strappata via».

Ursula von der Lyen sulla crisi a Hormuz: «Siamo impegnati in una corsa all’elettrificazione delle nostre economie. È su questo che le generazioni future ci giudicheranno»

Queste dichiarazioni giungono nel contesto di notizie secondo cui l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero, Jared Kushner, sarebbero in contatto con il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in merito a possibili negoziati di pace. Tuttavia, dopo oltre tre settimane di conflitto, e con l’impennata dei prezzi del petrolio che colpisce i consumatori di tutto il mondo, von der Leyen ha paragonato la situazione alle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022, che ha colpito l’Europa.

Prima leader politica straniera a rivolgersi a entrambe le camere del parlamento australiano, ha affermato che gli shock economici rendono necessaria la diversificazione per le democrazie avanzate e ha chiesto all’Australia e all’UE di cooperare per affrontare il modello di crescita cinese trainato dalle esportazioni. «Con la geopolitica al punto di ebollizione, sappiamo per esperienza diretta che più si investe nella produzione energetica interna, prima si raggiunge l’indipendenza e ci si può quindi proteggere dagli shock dei prezzi dell’energia», ha affermato. «Siamo impegnati in una corsa all’elettrificazione delle nostre economie. È su questo che le generazioni future ci giudicheranno».

Federica Checchia