L’obiettivo dell’Australia è quello di rendere l’uso dei social, così come dell’intelligenza artificiale, più sicuro e protetto per i giovani. La regolamentazione dell’accesso a Internet ha apportato delle modifiche già a dicembre e ora la «misura di buon senso» si estende includendo nuovi controlli.

L’Australia introduce nuovi controlli, l’obiettivo è la tutela dei minori

A dicembre l’Australia è diventato il primo paese al mondo a limitare l’apertura di account social ai minori di 16 anni. Tra le piattaforme incluse rientra: Facebook, X, Threads, Snapchat, Instagram, TikTok, Twitch, Reddit e YouTube. L’iniziativa australiana ha spinto altri paesi a riflettere sulla possibilità di introdurre misure analoghe affinché i giovani siano ulteriormente tutelati. Tuttavia, le restrizioni per l’Australia non si limitano ai social. Ora, attraverso l’Age-Restricted Material Codes, gli utenti dovranno verificare la propria età ogni qualvolta desiderano accedere a contenuti potenzialmente inadatti ai minori. Nello specifico, si fa riferimento a prodotti online in cui figura violenza, pornografia, autolesionismo, suicido o disturbi alimentarti.

Come funzioneranno i controlli?

Le nuove norme entreranno in vigore questa settimana e a quel punto la verifica dell’età risulterà necessaria per fruire di numerosi servizi, inclusi gli acquisti sugli app store e anche videogiochi vietati ai minori di 18 anni, oltre le limitazioni sopraindicate. Julie Inman Grant, commissaria australiana per la sicurezza online, ha dichiarato: «Ogni volta che un bambino cercherà in rete contenuti su suicidio o autolesionismo, il primo risultato che vedrà sarà un numero di assistenza, non un pericoloso vortice di contenuti online». La misura definita di «buon senso» serve a lavorare su uno spazio in cui i giovani trascorrono molte ore della loro giornata, e «non esistono tutele analoghe» come per luoghi fisici inadatti, la misura è necessaria.

Le nuove restrizioni si estenderanno anche all’uso dell’intelligenza artificiale, nello specifico i chatbot. Le piattaforme infatti possono generare contenuti sessuali espliciti o violenti ed essere conseguentemente inadatti ai minori. Inoltre, anche la fragilità emotiva e la mancanza di strumenti volti a saper gestire correttamente quanto scritto e riportato dagli strumenti IA gioca un ruolo importante. Per questa ragione le regole legati ai controlli dell’età posso aiutare significativamente con il problema.

Stefania Cirillo