I cambiamenti climatici, seppur evidenti ormai da tempo, ora si stanno manifestando con maggior ferocia soprattutto negli USA. Anche se il mese di marzo è noto per la sua estrema variabilità meteorologica, quanto sta accadendo nel sud-ovest degli Stati Uniti va ben oltre. La pericolosa ondata di caldo estremo è solo l’ennesima manifestazione di un clima che adesso è fuori controllo. Non si tratta di allarmismo, ma dell’esito di continui segnali sottovalutati o ignorati.
I cambiamenti climatici in USA evidenziano un problema già consolidato
I picchi raggiunti nel mese di marzo nel sud-ovest degli Stati Uniti non possono essere più interpretati come normali variazioni climatiche del periodo. Il problema è serio e gli effetti diretti sono rischiosi. Gli esperti sostengono che questi eventi meteorologici estremi mettono in pericolo sempre più persone. E, nonostante queste zone siano abituate a raggiungere livelli elevati di caldo, i 43 gradi registrati in alcune località dell’Arizona e della California rappresentano la giornata di marzo più calda in assoluto. Andrew Weaver, il climatologo dell’Università di Victoria, ha affermato: «Questo è il cambiamento climatico in tempo reale: estremi che superano i limiti che pensavamo possibili». Weaver ha poi continuato evidenziando come «quelli che una volta erano eventi senza precedenti sono ormai diventati una caratteristica ricorrente di un mondo che si riscalda».
Molti, con il fine di sminuire un pericolo reale, sostengono che il clima è sempre stato instabile. Con forti grandinate ad agosto e temperature elevate a novembre. In realtà non è così. La variabilità è possibile e normale, ma non in questa misura. A riprova di ciò, un rapporto pubblicato dalla World Weather Attribution evidenzia come questo caldo a marzo non sarebbe stato possibile senza il riscaldamento globale provocato dall’uomo. Inoltre, secondo il Climate Extremes Index, l’area degli Stati Uniti colpita da eventi meteorologici estremi è raddoppiata negli ultimi cinque anni.
Limitare i gas serra non è opzionale, ma indispensabile per la sopravvivenza futura
Bernadette Woods Placky, la meteorologa capo di Climate Central, ha dichiarato: «È davvero difficile persino tenere il passo con quanto estremi stiano diventando i nostri estremi». Nonostante ciò, quest’anno Trump ha provveduto ad abrogare l’«endangerment finding». In questo modo vengono meno i limiti sull’emissione di gas serra, principali responsabili del riscaldamento globale. E mentre il presidente parla di quest’ultima come di una «regola radicale», i picchi di caldo estremo sono solo l’ennesimo campanello d’allarme di un pianeta che sta rapidamente collassando.
Stefania Cirillo





