The boys si è concluso, l’ultimo episodio della quinta stagione ha messo fine a questa agonia.
La serie ideata da Erik Kripke e tratta dai fumetti del leggendario Garth Ennis era partita nelle prime due stagioni con un potenziale che poi è andato completamente sprecato.
La storia di una squadra della Cia che deve sconfiggere questi Sup (super-eroi) al servizio di Homelander – metà politici e metà divi di Hollywood – è finita come peggio non poteva.

L’agonia di una satira diventata farsa

Se all’inizio funzionava la serie riesce a intercettare una satira sulla società, hollywood e politica con l’intrattenimento di super-eroi che combattono tra vari strani feticismi sessuali e poteva davvero diventare un cult. Alla fine il creatore Kripke ha preferito concentrare tutto sulla parodia politica contro Trump e sul gore fino a perdere completamente di vista la trama, lo svolgimento e i personaggi mai sviluppati veramente che finiscono nella quinta stagione come hanno iniziato.

Anche quelli che hanno una parabola in realtà sono insignificanti, perché ormai completamente depotenziati da una storia che si è ripetuta così tanto nelle ultime stagioni, da farti dimenticare ciò che di buono c’era all’inizio.
Ormai è una regola aurea: devi sapere come far finire una serie dall’inizio altrimenti è inevitabile.
Ci sono così tanti problemi che non si sa da dove cominciare.

Aver rimandato così a lungo lo scontro finale senza avere neanche il coraggio di decimare un cast come in Game of Thrones chiaramente troppo folto per essere gestito.
A quel punto i personaggi arrivano tutti sfiatati e prevedibili.
La battuta sul sesso anale al funerale di Frenchie restituisce bene quell’incapacità di essere davvero taglienti che finisce nel cringe che cercavano di prendere in giro.

Una serie che poteva puntare ad essere Watchman, ha finito per essere Justice League.

Homelander: da icona del male a caricatura politica.

Questa serie ha avuto la stessa parabola di Homelander.
All’inizio lo temi e ti affascina, alla fine è patetico e non ti interessa più.
Non è un complimento su quanto siano stati bravi a tratteggiare la personalità di uno psicopatico narcisista, perché in realtà questa cosa era già chiara tre stagioni fa quindi anche il finale dove si umilia in quel modo, arriva con meno forza pur essendo sicuramente la scena di più alto impatto.

Eppure neanche quella è caricata bene perché non c’è stato un solo momento in cui potevi pensare che Patriota ce la facesse o che riuscisse a tenere testa alla squadra.
Anche questa sembra una decisione più politica che drammaturgica.
La voglia di rendere Homelander solo la parodia di Trump lo ha reso solo un cattivo da fumetti.

Infatti il creatore Kripke si è vantato su X della recensione negativa di Elon Musk ma non si è accorto minimamente dei fan storici, politicamente lontani dai repubblicani, che non hanno comunque apprezzato la banalità del male troppo prevedibile.
Qualcuno sospetta che la serie sia deragliata perché Homelander iniziava davvero a piacere ad un pubblico che non piace al creatore, quindi ha deciso di distruggere e umiliare un villain che potenzialmente stava diventando come Joker per un pubblico alt-right.
Non a caso anche Joker 2 segue la stessa identica parabola, il protagonista del primo film viene completamente ridicolizzato e umiliato nel secondo.

Sacrificare un gran personaggio per evitare il rischio emulazione è un bel gesto politico ma non artistico.
Tralasciamo per carità di patria lo sviluppo dei personaggi e soprattutto i dialoghi che sono andati peggiorando di stagione in stagione.
Il discorso finale di Hughie a Butcher è un capolavoro di sentimentalismo banale, stucchevole e patetico.

Un altro grande spreco è stato Butcher che nel fumetto uccide Frenchie, Latte Materno e Kimiko a quel punto Hughie va ad ucciderlo. Garth Ennis è uno specialista nello scrivere questo tipo di uomini come in Punisher o Preacher, sono sempre uomini maledetti che combattono la propria natura cattiva ma che alla fine perdono. Infatti Butcher non lo ha mai fatto per la moglie o per un mondo migliore, è semplicemente la sua natura che non vuole altro che distruzione.

The boys che doveva essere una critica anche allo show business attuale è diventata tutto ciò che odiava.
The boys ha avuto il finale che meritava una serie ormai stanca e deragliata almeno due stagioni fa.

(Matteo Vitale)