L’Iran e l’Oman stanno trattando per istituire una sorta di pedaggio per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Il blocco del passaggio è uno dei nodi da sciogliere nei negoziati per la pace in Medio Oriente, nonché uno dei principali motivi di scontro con il governo statunitense. Il regime controlla l’importante canale commerciale attraverso i Guardiani della Rivoluzione, che minacciano di attaccare le imbarcazioni che provano a transitare senza autorizzazione (e in alcuni casi le ha effettivamente aggredite). La forza militare ha, inoltre, minato il fondale, costringendo le barche a scegliere una rotta prestabilita che passa per le acque territoriali iraniane.
A dire il vero, l’Iran ha iniziato a riscuotere pedaggi già mesi fa, chiedendo fino a due milioni di dollari a nave. Il progetto, condiviso con l’Oman, è di rendere tutto questo duraturo, anche dopo la fine della guerra. Il regime ha già dichiarato di voler utilizzare i ricavi per riparare i danni provocati dai bombardamenti di USA e Israele, e ha istituito l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico che, pochi giorni fa, ha pubblicato una mappa in cui mostra la propria «giurisdizione». Fino a poco tempo fa, l’Oman era contrario all’idea di un pedaggio. Ora, però, sarebbe disposto a tentare di convincer e gli altri Paesi del Golfo ad aderire al piano, piuttosto redditizio.
L’ipotesi di un pedaggio sullo Stretto di Hormuz stuzzicava anche Trump
Prima dell’inizio del conflitto, ogni giorno passavano dallo stretto tra le centotrenta e le centoquaranta e circa un quinto del petrolio e del gas commerciati nel mondo. Una Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 vieta ai Paesi che si affacciano su passaggi internazionali di chiedere pedaggi, ma l’Iran non l’ha ratificata; l’Oman, invece, sì. Secondo gli esperti, far pagare l’attraversamento dello Stretto di Hormuz porterebbe alla creazione di un precedente pericoloso per il futuro del commercio globale. Altre nazioni, infatti, potrebbero sentirsi autorizzate a fare lo stesso.
Gli Stati Uniti, naturalmente, sono contrari al progetto. Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che, nel caso in cui l’Iran dovesse davvero applicare la sua idea, il nuovo sistema «renderebbe impossibile raggiungere un accordo diplomatico». La stessa amministrazione di Donald Trump, a dire il vero, era stata stuzzicata dall’ipotesi di riscuotere un pedaggio, condividendolo con il governo iraniano. Il piano, tuttavia, non si è mai concretizzato, perché gli USA, a differenza del regime, non hanno il controllo totale dello stretto. Nel frattempo, i negoziati di pace in Pakistan, che sta svolgendo il ruolo di mediatore, sono in stallo da settimane.
Federica Checchia





