«If I come to Italy…» Il pubblico di Milano risponde a squarciagola, completando i versi di Nice to Each Other che, a posteriori, suonano quasi come una profezia. Bastano infatti pochi minuti, subito dopo l’intro, perché l’atmosfera si scaldi. Fuori, i petali rosa rivestono il palco; dentro, esplode l’energia di Olivia Dean che si prende la scena italiana per la prima volta, con un’unica, attesissima data a Rho Fiera Milano

Olivia Dean a Milano e la festa dell’amore

C’è un momento di pura spontaneità che detta il tono della serata e accorcia ogni distanza. È il compleanno della madre dell’artista, presente tra il pubblico. Olivia la indica entusiasta: «Ed è qui! Farò di tutto per renderle la serata speciale». Lo dice con un sorriso che è lo specchio della sua intera estetica e gli occhi di chi conosce l’importanza dell’amore familiare. È la stessa emozione che ritroveremo poco dopo in Carmen, il brano densissimo dedicato alla nonna emigrata nei decenni scorsi dal Mar dei Caraibi al Regno Unito. Una celebrazione delle radici e di chi, prima di noi, ci ha aperto la strada.

«Ho imparato cos’è l’amore, a dargli una definizione», racconta l’artista mentre si lancia in una setlist di ventitré canzoni. Un percorso compatto che unisce il fortunato debutto di Messy all’ultimo lavoro, già pronto a collezionare premi: The Art of Loving, l’album che l’ha definitivamente consacrata come la principessa soul-pop di questa generazione. 

Sul palco, Olivia esplora le geografie del sentimento più umano di tutti: l’amore romantico, quello per gli amici, quello verso se stessi e persino di amori finiti, che non per questo si rivelano inutili, sopratutto se ci aiutano a diventare chi siamo destinati a diventare. 

Lo spettacolo è un racconto in tre atti. Tre cambi d’abito, una band impeccabile, coriste che tessono armonie perfette: tutto profuma di grande musica suonata dal vivo, qualcosa di cui oggi abbiamo un estremo bisogno. 

Ad aprire la serata, la classe d’altri tempi di Jalen Ngonda, un nome che rimarrà impresso a lungo nella memoria dei presenti.

Quando tocca a lei, emerge la fame sana di chi quel palco lo ha voluto e conquistato. Ogni momento è goduto appieno da chi sa di aver faticato per essere al top, e proprio per questo non dà nulla per scontato. La vera magia, però, sta nella scommessa più difficile: trasformare gli spazi monumentali e geometrici di Rho Fiera in un club intimo. Un posto dove stringersi tra amici e ridere anche dei passaggi più leggeri, che lei stessa definisce con affettuosa autoironia cheeky

Nessuna fretta di correre al brano successivo. Solo il desiderio puro di abitare ogni singolo istante. 

«Ballate con me», chiede a un certo punto. E il pubblico ha ballato. Eccome se ha ballato.

Camilla Golia

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