Il Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha parlato con i giornalisti a Nuova Delhi, durante una visita diplomatica in India. Si è detto fiducioso riguardo ai negoziati con l’Iran: «Credo che forse nelle prossime ore il mondo riceverà delle buone notizie». Ha aggiunto che ci sarebbero progressi «significativi» nei colloqui di pace con il regime, ma ha avvertito che non si tratta di progressi «definitivi». Il braccio destro di Donald Trump ha ribadito ai media che Teheran non potrà mai possedere un’arma nucleare. Ha poi sottolineato che lo Stretto di Hormuz dovrà essere aperto al traffico marittimo globale, senza che il governo iraniano imponga pedaggi per il passaggio sicuro.
Queste le sue parole: «Abbiamo fatto alcuni progressi nelle ultime quarantotto ore lavorando con i nostri partner nella regione del Golfo su una bozza che potrebbe, se andasse a buon fine, non solo garantirci uno stretto completamente aperto, ma anche affrontare alcune delle questioni chiave che sono alla base delle ambizioni nucleari dell’Iran in passato».
Secondo Marco Rubio i colloqui con l’Iran stanno andando bene, ma una fonte iraniana mette in dubbio le sue parole
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, sostiene l’avvicinarsi di un accordo tra USA e Iran per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. In un post su X, il premier ha scritto: «Accolgo con favore i progressi verso un accordo tra Stati Uniti e Iran. Dobbiamo raggiungere un accordo che ponga fine al conflitto e riapra lo Stretto di Hormuz, garantendo la libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni. È fondamentale che all’Iran non sia mai consentito di sviluppare un’arma nucleare. Il mio governo continuerà a fare tutto il possibile per proteggere i cittadini britannici dall’impatto di questo conflitto. Collaboreremo con i nostri partner internazionali per cogliere questa opportunità e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine».
Nel frattempo, però, una fonte anonima ha rivelato a Reuters che l’Iran non avrebbe acconsentito a cedere le sue scorte di uranio altamente arricchito (HEU). In sede di colloquio si sarebbe parlato poco anche del programma missilistico balistico iraniano o della riduzione del sostegno ai suoi alleati regionali come Hezbollah in Libano o gli Houthi in Yemen. L’informatore ha affermato che la questione nucleare iraniana non rientrerebbe nell’accordo preliminare con gli Stati Uniti. La dichiarazione arriva dopo che il New York Times, citando due funzionari statunitensi, aveva riportato che Teheran avrebbe apparentemente espresso la volontà di rinunciare alle sue scorte. Anche se il regime dovesse effettivamente acconsentire a cedere parte delle sue scorte di HEU, non è ancora chiaro come ciò avverrebbe nella pratica.
Federica Checchia





