Keir Starmer sta cercando di salvare in tutti i modi il suo governo, sempre più traballante, ma con scarsi risultati. Lunedì ha tenuto quello che la stampa britannica ha definito un «discorso del reset», volto a rilanciare la propria leadership e a convincere gli oppositori interni a non spaccare il partito. Le sue parole, tuttavia, non sembrano aver convinto buona parte dei Laburisti e, secondo alcune indiscrezioni, durante una riunione prevista per questa mattina alcuni ministri inviteranno il premier a riconsiderare la sua determinazione nel non dimettersi.

Già ieri, a chiedere al Primo Ministro un passo indietro sono stati settantasette parlamentari, quattro meno della soglia necessaria ad aprire una mozione di sfiducia formale. A capo della “rivolta” contro Starmer ci sarebbero la ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, e quella degli Esteri, Yvette Cooper, oltre a un terzo ministro del quale, per il momento, non si conosce l’identità. I media locali stanno paragonando la situazione attuale alle dimissioni che, nell’estate del 2022, travolse il governo di Boris Johnson, facendolo crollare.

Chi potrebbe prendere il posto di Keir Starmer?

Non tutta l’opposizione interna, tuttavia, sta chiedendo la testa di Starmer. Molti, piuttosto, sperano che presenti un piano per cambiare leader entro settembre, dando così modo al partito di organizzarsi; questa transazione, decisamente più ordinata, ricalcherebbe quella tra Tony Blair e Gordon Brown, nel 2007. Non è affatto scontato, tuttavia, che il premier accetti di farsi da parte: anche ieri, infatti, ha espresso la propria volontà di conservare il suo posto nel governo, qualora i numeri glielo consentano.

Tra i parlamentari che si sono esposti per spingerlo alle dimissioni ci sono i fedelissimi del ministro della Salute, Wes Streeting, da molti indicato come uno dei suoi papabili successori. La maggior parte dei Laburisti, tuttavia, ritengono che debba essere Andy Burnham, il principale rivale politico di Starmer, a raccogliere la sua eredità, e un’ala del partito sta temporeggiando per consentirgli di tornare in parlamento, requisito necessario per essere leader.

Chi è Andy Burnham

Burnham è il sindaco dell’area metropolitana di Manchester e, sin dai tempi della pandemia, è il politico Laburista più popolare nel Regno Unito, molto più di Starmer. Per tornare a ricoprire il ruolo di parlamentare occorre un’elezione suppletiva, e lui avrebbe già selezionato il collegio in cui candidarsi. Per farlo, dovrebbe avere il consenso dell’attuale detentore del seggio, che si dimetterebbe apposta; per questa operazione, serve qualche mese, e questo spiega la volontà di alcuni membri del partito di temporeggiare.

Ieri, l’ex vice prima ministra Angela Rayner, un’altra aspirante leader, ha chiesto che il partito permetta a Burnham di tornare in parlamento, nonostante, nei mesi passati, il premier abbia fatto di tutto per impedirlo, ritenendolo una minaccia alla sua leadership. Nell’ultimo discorso, il Primo Ministro aveva affrontato indirettamente la questione, sottolineando come la scelta, in teoria, spetti al direttivo del partito, ma come questo, di fatto, risponda alle sue decisioni.

Federica Checchia