In un messaggio scritto di quattordici pagine, giunto in occasione della festa di Eid al-Adha e del pellegrinaggio alla Mecca, l’ayatollah Khamenei ha affermato che gli Stati Uniti, oltre a non avere più alcun luogo sicuro nella regione per condurre aggressioni e installare basi militari, si allontanano ogni giorno di più dalla loro precedente posizione.
Ecco cosa ha detto l’ayatollah Khamenei sugli USA
“Le lancette dell’orologio non torneranno indietro e i popoli e i Paesi della regione non faranno più da scudo alle basi americane”, ha aggiunto. Il leader religioso 56enne non è mai apparso in pubblico da quando è subentrato al padre Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio nei raid congiunti statunitensi e israeliani contro l’Iran che hanno segnato l’inizio della guerra. Il messaggio, diffuso martedì dalla televisione di Stato, è finora l’intervento più articolato a lui attribuito da quando ha assunto la guida del Paese. In passato diversi media internazionali avevano riferito, citando funzionari iraniani, che Mojtaba Khamenei fosse stato gravemente ferito e che avesse avuto bisogno di un complesso intervento chirurgico. Teheran non ha mai commentato tali notizie.
“L’arma di Allah il Grande ha dato tale forza e potere alla nazione iraniana – dice ancora – che, dopo il devastante evento del martirio del grande leader, il figlio del successore del Santo Profeta, il Grande Ayatollah Seyyed Ali Hosseini Khamenei, per mano dei malvagi del mondo odierno, egli ha ricevuto una missione divina”.
“I valorosi combattenti e le forze armate che si sacrificano, affidandosi al Signore Divino e mediante i loro missili e droni sulla terra, in aria e in mare, hanno scagliato le loro armi contro il Grande Satana, ossia l’America, e il suo animale addestrato, il regime sionista, e hanno visto con i loro occhi la promessa divina sincera della vittoria dei combattenti per la causa di Dio”.
“Il regime traballante sionista e il tumore cancerogeno di Israele si avvicinano anch’essi alle fasi finali della loro vita nefasta e, per grazia di Dio e in conformità con le parole decise e lungimiranti pronunciate dieci anni fa dal Leader, non vedrà venticinque anni dopo quella data, se Dio vuole” scrive ancora l’ayatollah.
“Quest’anno l’argomento della dissociazione dai politeisti assume un’importanza raddoppiata e la profondità e l’ampiezza della dissociazione dall’America e dal regime sionista va oltre il rituale della dissociazione nel periodo e nel luogo dell’Hajj, e in vari punti dell’Iran e del mondo e dopo questi giorni benedetti, ‘Morte all’America’ e ‘Morte a Israele’ saranno lo slogan comune della Ummah islamica”.





