I negoziatori di Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo su un memorandum d’intesa di 60 giorni per estendere il cessate il fuoco e avviare negoziati sul programma nucleare iraniano. Ma Trump vuole pensarci ancora “qualche giorno” prima di prendere una “decisione finale” dell’accordo, mentre Teheran – ha ammesso un deputato dell’Iran – teme “l’imprevedibilità” del tycoon, “incapace di rispettare gli impegni presi”.
Nel tentativo di accelerare l’intesa, il ministro degli Esteri e mediatore pachistano, Ishaq Dar, vedrà a Washington il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Ma tutto può ancora succedere nel Golfo Persico, di nuovo teatro di attacchi reciproci: nella notte tra mercoledì e giovedì le forze americane hanno abbattuto droni iraniani nello Stretto di Hormuz e colpito per la seconda volta in pochi giorni un sito militare a Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. In risposta i pasdaran hanno annunciato di aver preso di mira una base Usa nella regione, senza precisare in quale Paese, ma identificato nel Kuwait che ha respinto un attacco di missili e droni. Il Centcom ha denunciato “una grave violazione del cessate il fuoco”, che resta sempre appeso a un filo.
La bozza di un accordo con l’Iran, in attesa sulla scrivania di Trump, prevede una proroga di 60 giorni della tregua durante i quali dovranno essere avviati negoziati sul programma nucleare iraniano, in particolare riguardo allo smaltimento dell’uranio altamente arricchito (che il presidente americano vuole sotto la custodia Usa per distruggerlo in Iran o altrove), mentre Teheran si impegna già da ora a non perseguire lo sviluppo della bomba atomica e ad accettare la supervisione dell’Aiea.
Come già trapelato, è previsto che l’Iran smini le acque di Hormuz entro 30 giorni, lo Stretto venga riaperto e il transito marittimo torni “illimitato”, come prima della guerra ma “senza alcun tipo di pedaggio”. D’altro canto, il blocco navale americano ai porti iraniani verrà revocato via via che verrà ripristinata la libertà di navigazione commerciale. Non è previsto quindi alcun ruolo per l’Oman che nella bozza “iraniana” avrebbe dovuto gestire il traffico navale nello Stretto insieme a Teheran.





