L’implosione di un serbatoio avvenuto in una cartiera a Longview ha causato danni ingenti alla Nippon Dynawave Packaging Co. Il rilascio della sostanza chimica, tuttavia, ha causato vittime e feriti. Lo stabilimento, situato al confine tra lo stato di Washington e l’Oregon, risulta attualmente chiuso. Fanno però eccezione di alcune infrastrutture «critiche» attualmente operative ma con «personale al minimo». Le autorità hanno annunciato giovedì che sei dei nove corpi dei dipendenti dispersi sono stati recuperati dalle macerie. Il bilancio totale delle vittime è salito a undici.
Ritrovati 6 dei 9 corpi dispersi
Le autorità competenti hanno affermato che i sei corpi recuperati erano collocati in un’area dedicata ai lavoratori. Quest’ultima, infatti, veniva abitualmente frequentata dai dipendenti soprattutto prima e dopo i turni. Al momento dell’implosione era in atto un cambio turno. I soccorritori che sono impegnati nel recuperare i dipendenti dispersi non sono stati in grado di riferire quando riusciranno a ritrovare gli ultimi tre corpi. La scena, riferisce il capo battaglione dei vigili del fuoco di Longview Matt Amos, era «molto complessa». Oltre la fuoriuscita della sostanza chimica contenuta nel serbatoio, si aggiungono altri pericolo. Le strutture crollate e i cavi elettrici scoperti rendono qualsiasi operazione più lenta e ostica.
Il serbatoio danneggiato conteneva all’interno il cosiddetto liquore bianco, una sostanza chimica che viene comunemente impiegata nelle cartiere per lavorare la carta e la cellulosa. Seppur comune, il composto è altamente corrosivo: pericoloso per l’ambiente e per le persone. L’entità del danno, a seguito di una prima valutazione, si è rivelata essere più estesa. La cisterna, infatti, conteneva circa 900.000 galloni (approssimativamente 3.400.000 litri). Le autorità locali hanno affermato mercoledì che all’interno dovrebbero essere presenti ancora 25.000 galloni (circa 94.635 litri) che, da allora, continuano a fuoriuscire lentamente. Amos sostiene che, rispetto al giorno precedente, il serbatoio versava nelle medesime condizioni.
L’implosione verificatasi nello stato di Washington causerà danni ambientali?
Fortunatamente, i danni ambientali non sono stati diffusi come ipotizzato inizialmente. Brooks Stanfield, coordinatore dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha riferito che nell’aria non è stata rilevata alcuna traccia della sostanza chimica. Preoccupa, però, la sua presenza nell’acqua. Pare che il liquido abbia raggiunto dei fossati situati in prossimità dello stabilimento, da cui cittadini e animali domestici attingono come fonte di acqua potabile. Il direttore dei lavori pubblici, Chris Collins, dichiara che l’acqua almeno per il momento è ancora potabile.
«Non c’è motivo di preoccuparsi», sostiene, poiché la falda acquifera è profonda circa 60 metri e la parte superficiale è studiata per essere protetta da eventuali danni ambientali. Una parte del liquore bianco, però, è finito nel fiume Columbia. Stanfield afferma che «al momento è sicuro pescare e nuotare nel fiume». Tuttavia, sono stati individuati dei pesci morti nei canali contaminati. È possibile che fino alla completa pulizia potrebbero morirne altri.
Stefania Cirillo





