Israele ha messo avvisi di evacuazione per gli abitanti di sette villaggi nel Sud del Libano, annunciando l’imminente attacco contro obiettivi di Hezbollah. “Alla luce della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf, sono costrette ad agire con decisione”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito, Avichay Adraee, menzionando ancora una volta la città di Nabatieh, sotto assedio da mercoledì scorso.

L’aviazione d’Israele colpisce ovunque in Libano: Nabatieh, Marjayun, Tiro, Bint Jbeil. È difficile tenere il conto delle evacuazioni forzate e dei bombardamenti. Il portavoce arabofono dell’esercito israeliano Avichai Adraee manda ogni giorno lo stesso messaggio a decine di villaggi alla volta: «Per la vostra sicurezza, dovete immediatamente evacuare le vostre case e spostarvi a nord del fiume Zahrani».

Hezbollah, nonostante la superiorità di Israele, risponde con attacchi di droni alla fibra ottica che i sistemi di sicurezza israeliana non riescono a intercettare. Di ieri la notizia che a Beit El, nella Cisgiordania occupata, alcuni soldati israliani – credendo si trattasse di un drone – hanno sparato a un aereo civile, mancandolo.

I raid sono iniziati alle prime ore dell’alba, 3 le vittime accertate, 10 i feriti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale libanese Nna secondo cui tutte le località sono state messe a ferro e fuoco dall’esercito di Netanyahu. Due delle vittime sono state identificate come padre e figlio, uccisi nella loro casa, nel quartiere di al-Marj ad Ansar, a nord di Tiro.

Attacco aereo anche sulla strada Sharifa-Habbouch-Nabatieh, dove si segnala un’altra vittima, e sulla via che conduce all’ospedale governativo Nabih Berri a Nabatieh, con tre persone rimaste ferite. L’Nna ha inoltre riferito che intorno alle 8,15 ora locale la città di Ansar è stata colpita da un raid che ha distrutto il centro commerciale al-Khalil nel cuore della città, fortunatamente ancora non aperto al pubblico. Alle 09,30 è toccato alla città di Zabadini, finire sotto le bombe.

Il primo ministro del Libano, Nawaf Salam, ha denunciato la “pericolosa escalation senza precedenti” di Israele nel Sud del Paese e ha chiesto un cessate il fuoco senza indugio. La politica della “terra bruciata” non porterà sicurezza, ha ammonito in un discorso televisivo. Salam ha difeso con forza la decisione di negoziare con Israele: é “la via meno costosa”, ha detto