Liam Gallagher ha espresso un giudizio sull’Halftime Show della finale dei Mondiali 2026 e no, non è positivo. Il frontman degli Oasis ha commentato lapidario sui social: «Sembra un brutto trip». Ha poi pubblicato un altro post, aggiungendo: «Meno male che indossavo i miei “calzini spirituali”, altrimenti l’intrattenimento dell’intervallo avrebbe potuto farmi perdere la testa».
Il discusso Halftime Show della finale dei Mondiali
Lo spettacolo, durato undici minuti e mezzo, è stato la prima esibizione nell’intervallo mai realizzata durante una finale della Coppa del Mondo FIFA. Curata da Chris Martin, l’esibizione si è aperta con Madonna che ha cantato Music, per poi proseguire con le performance di BTS, Justin Bieber, Shakira, Burna Boy e altri ancora.
Shakira e Burna Boy hanno eseguito Dai Dai, inno ufficiale di questa edizione del torneo, attualmente in cima alla classifica Billboard Global 200, mentre la band sudcoreana si è scatenata sulle note di Dynamite. Justin Bieber, invece, ha scelto un approccio più intimista, cantando una versione acustica di Everything Hallelujah. Dudamel ha diretto musicisti della New York Philharmonic e della Simón Bolívar Symphony Orchestra del Venezuela nell’esecuzione di Seven Nation Army dei White Stripes.
Lo show si è concluso con il ritorno in campo del PS22 Chorus, di Martin, di Kermit la Rana, di Miss Piggy e di diversi altri artisti per un finale incentrato su una gigantesca scritta “LOVE” formata sul palco e accompagnato da fuochi d’artificio.
L’esibizione ha portato al centro della partita decisiva del torneo uno dei momenti musicalmente più rilevanti nella storia delle finali della Coppa del Mondo. Ha inoltre avvicinato la FIFA a quel modello di intrattenimento da tempo associato al Super Bowl, in cui l’Halftime Show è parte integrante dello spettacolo televisivo.
Il legame tra Liam (e Noel) Gallagher e la Coppa del Mondo 2026
La reazione di Gallagher arriva dopo che Wonderwall è diventata l’inno non ufficiale della nazionale inglese per tutta la durata dei Mondiali: una delle tradizioni più sentite e significative del torneo, insieme all’ormai iconica Viking Row della Norvegia, è stata senza dubbio il “momento karaoke” di giocatori e tifosi sulle note del successo degli Oasis, al termine di ogni incontro. Un’abitudine che, in qualche modo, ha fatto bene anche ai due fratelli Gallagher: la canzone infatti, è tornata in classifica dopo anni.
Federica Checchia





