“A Quiet Place 2”, il sequel del prolifico horror silenzioso diretto e ideato da John Krasinski dal 19 marzo al cinema.
Un lungo silenzio. Vuoto, goffamente espressivo, di pensieri, ricordi, momenti. Il margine più vicino tra l’uomo e la vita. L’estrema riconciliazione con il mondo. La pace e l’armonia dello starci attorno che convergono in un pervicace, banale silenzio assoluto. Ricercato, atteso, sperato, il silenzio è un attimo di salvezza, ma non per John Krasinski che nel suo “A Quiet Place 2”, lo rende fatuo, terribile, fatale. Il sequel del fortunatissimo horror silenzioso in sala dal diciannove marzo potrebbe farci rimanere senza parole.

L’avesse visto un componente della nostra classe dirigente “A Quite Place” comprenderebbe l’importanza del silenzio e magari lo metterebbe in pratica chissà magari con risultati migliori del loro ridondante cicaleccio. E’ piaciuto molto al mondo questo horror atipico in cui antiteticamente nessuno può urlare. Ha guadagnato un sacco di soldi, tanto inaspettati se si aggiunge che il regista è il buon sbarbato Jim di “The Office” che con quell’innocente candore che solo lui può avere ti pensa un’immaginario così terribile e straziante nella sua placidia. Il film a finale aperto, sfocia di gran lena nel secondo di cui vediamo nel trailer un prologo di quando e come accaduto e un seguito di cosa accadrà. L’incrocio tra presente e passato è la trama di “A Quite Place 2” dove Emily Blunt e figli si interfacceranno con gli altri sopravvisuti, forse peggiori dei mostri mastoacustici ed in particolare con un Cillian Murphy barbutissimo, fortemente trascurato, ma artisticamente in grandissima forma.

La prima prova è decisamente riuscita creando situazioni di tensione hitchckocciana e immaginari ridleriani che l’horror contemporaneo raramente offre. Qualità recitativa e attenzione registica hanno permesso “A Quite Place 2” preceduto da altissime aspettative. Arduo reggere il confronto.





