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A volontà: la graphic novel che ci spiega la grassofobia

A volontà. Giornata semi-vera in compagnia di due amiche che sfidano i pregiudizi sulla grassofobia è una graphic novel scritta da Caroline Mademoiselle e Mathou per Edizioni LSWR. Una storia fresca di scrittura, godibile a tutto tondo, anche per i disegni che rendono ancora meglio i pensieri delle autrici (che sono le protagoniste).

Il senso di colpa di essere grassi

Caro e Mathou ci fanno conoscere il vero volto della grassofobia tramite la descrizione di una giornata tipo che le due trascorrono insieme. Sin dalla prefazione scritta da Gabrielle Deydier veniamo a contatto con il senso di colpa dei “grassi”. Colpa di cosa? Colpevoli di un numero di troppo sulla bilancia? Di non essere quello che la società reputa accettabile? Esatto! Queste persone si sentono in colpa di non saper non essere grassi, di non avere la volontà di cambiare. Perché la prima cosa che la gente pensa quando vede una persona in carne è esattamente che mangia troppo e non ha voglia di dimagrire, che non ha la forza di rifocillarsi con moderazione e che quindi quei chili di troppo se li è cercati e ben gli stanno! Caro e Mathou ci fanno capire bene però che non è per nulla in questo modo, molte volte le persone grasse provano a dimagrire con tutti gli sforzi necessari, ma non è facile farlo se con minimi sgarri si riacquistano subito i chili persi e anche qualcosa in più. È questione di possedere un organismo che funziona in modo differente da un altro, non tutte le persone sono uguali, lo sbaglio della gente sta nel non comprendere questo, ognuno si basa su di sé quando giudica gli altri, sulla propria esperienza, sul proprio corpo e la propria mente, senza capire e apprezzare la diversità di ognuno.

Questo fumetto è colorato, ben fatto, interessante, da leggere d’un fiato e ci permette di entrare nella psiche delle persone in sovrappeso. Le occhiatacce della gente circostante, le battutine, i pareri non richiesti: sono queste le cose che Mathou e Caro sono costrette a subire ogni giorno, come se essere grassi fosse un crimine. Amici, parenti ed estranei, non fanno altro che alimentare paure e angosce delle due protagoniste, creando una montagna difficilissima da scalare, che le porta a cadere sempre più giù rendendo ardua la risalita. Essere sé stessi non è più possibile, per essere accettati bisogna somigliarsi, essere uguali agli stereotipi imposti dalla società; si parla sempre di cambiare, ed il cambiamento è positivo, ma solo se volontario.

I pregiudizi che danno vita alla grassofobia

Un’altra cosa che A volontà ci insegna è che i pregiudizi non hanno mai ragione: grasso non vuol dire per forza malato, grasso non è una scelta, grasso non è sempre sinonimo di non stare bene con sé stessi. Ogni pregiudizio a tal proposito è classificabile in un’unica categoria: Grassofobia! E come ogni fobia, va eliminata. La vera malattia è quella, essere grassofobici, e l’informazione è la cura. Dunque, proprio come farebbe un medico con un paziente malato, questo articolo vuole tramutarsi in una ricetta medica che prescrive una dose di A volontà ad ogni persona che non ha idea di cosa sia questa grassofobia, o che non possiede abbastanza empatia per capire come ci si sente ad essere con qualche chilo in più, o ancora semplicemente a chi vuole godere di una bella graphic novel sociologica, intelligente, sarcastica e profonda ed inserirla nella propria collezione.

Impariamo che dire “lo dico per il tuo bene” non funziona se quella persona non sta affatto bene, e che il potere delle proprie parole non deve mai essere sottovalutato: la lingua non ha le ossa ma le sa rompere.

Sara Di Luca

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