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Aprile 21, 2021, mercoledì

“A Witch is Born”: lo stigma della malattia mentale ai tempi delle streghe

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Presentato durante la nuova edizione del Be Afraid Horror Fest, A Witch is Born è un cortometraggio facente parte di Traces, un film antologico realizzato dal collettivo Otto (Matteo Macaluso e Federica Pini).
Il corto affronta il tema della depressione spingendosi in un passato che risulta comunque molto attuale nella rappresentazione dei pregiudizi.

Trama e analisi

"A Witch is Born" © beafraidhorrorfest.com
“A Witch is Born” © beafraidhorrorfest.com

Siamo in un tempo imprecisato, a cavallo tra passato e presente imperniati di pregiudizio. La protagonista è una ragazza posseduta dalla depressione; non esce mai di casa, tanto da confondersi con la tappezzeria e il broccato delle poltrone. Un mostro invisibile eppure così presente da segnarla indelebilmente: la presenza della malattia si manifesta infatti con un tatuaggio sulla mano sinistra, comunemente associata al Diavolo.

La madre della ragazza, per ignoranza, confonde la malattia proprio con la possessione demoniaca, e chiama in aiuto un prete. Il vicario di Dio constata come un medico, attraverso i segni sulla mano della giovane, la presenza di un male interiore, che lo spettatore vede proiettarsi sui muri della casa sottoforma di ombra caprina. Il male è lì che incombe e non lascia scampo.

La protagonista andrà incontro alla “possessione” trovandosi con altre ragazze come lei, isolate ed emarginate a causa di caratteristiche fisiche tanto moderne quanto ancora oggetto di pregiudizi: dilatatori, tatuaggi, trucco poco convenzionale e capelli rossi (uno dei tratti fondamentali per tacciare di stregoneria le donne durante l’Inquisizione); queste la inizieranno alla stregoneria, insegnandole ad abbracciare tutte le sue peculiarità, anche i demoni che la tormentano e con cui, alla fine, si fronteggia senza paura.

Simbolismo

"A Witch is Born" © sitgesfilmfestival.com
“A Witch is Born” © sitgesfilmfestival.com

La malattia mentale e l’aspetto fisico non conforme alla normatività sono visti e giudicati in maniera parimenti negativa e di conseguenza bigotta, antiquata, come la casa in cui è rinchiusa la protagonista, soffocata dal fanatismo religioso. La scoperta e l’accettazione di se stessi, invece, è in continua evoluzione e si manifesta in diverse forme di unicità.
La protagonista vive una vera e propria epifania, simboleggiata dalle torce che tengono le streghe durante il rito di iniziazione, al termine della quale capisce di far parte di una comunità. I segni sulla pelle acquisteranno perciò una connotazione positiva, evidenziando ancora di più l’unicità della protagonista e la sua appartenenza a un gruppo che la riconosce come parte integrante e non come un morbo da estirpare.

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Crediti fotografici: youtube.com, beafraidhorrorfest.com, sitgesfilmfestival.com

CHIARA COZZI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chiarahttp://www.metropolitanmagazine.it
Da sempre propensa a dare un'opinione su ogni cosa, l'unica strada percorribile era quella della critica cinematografica. Ho una laurea in Teorie del Cinema e sto per prendere la seconda in Performance Studies. Nel mentre attendo di conquistare il mondo.
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