Il Congresso Usa ha scongiurato lo stop delle attività federali dopo settimane di trattative andate avanti fino all’ultimo minuto, grazie a una proposta di legge, approvata prima dalla Camera e poi anche dal Senato, per finanziare le agenzie federali fino a metà marzo. Il via libera del Senato e’ arrivato mezz’ora dopo la scadenza ultima della mezzanotte e ha permesso di interrompere i preparativi per lo shutdown, salvando il Natale a oltre 800.000 lavoratori a rischio di essere mandati a casa senza paga.

I repubblicani alla Camera hanno trovato in extremis un accordo su un provvedimento per evitare lo shutdown. Un piano che ha incassato il via libera di Donald Trump.
Parlando di un “successo”, il presidente-eletto ha invitato tutti ad approvare l’intesa che, fra l’altro, fa slittare di due anni la scadenza del tetto del debito, un elemento “molto importante per l’agenda dell’America First”.

La promozione di Trump arriva dopo che il presidente-eletto e il suo first buddy Elon Musk hanno spazzato via il primo accordo bipartisan per evitare la paralisi parziale del governo a partire da sabato, faticosamente negoziato dallo speaker della Camera Mike Johnson.
In qualità di neo segretario al dipartimento per l’efficienza governativa, Musk ha iniziato ad attaccare la legge e fare pressioni sui repubblicani a Capitol Hill minacciandoli perfino di essere esclusi dalle prossime elezioni di midterm nel 2026.

Lo shutdown implicherebbe lo stop a quasi tutte le attività che fanno capo al governo federale per la mancata approvazione da parte del Congresso delle leggi di spesa che concorrono al bilancio nazionale. Il termine significa letteralmente spegnimento, arresto, chiusura. Di solito lo scoglio dell’approvazione entro la scadenza viene aggirato dal Congresso, varando il corrispettivo made in Usa del nostro esercizio provvisorio.