Cultura

Adelaide Ristori: la rivoluzione del costume in scena e la passione per la patria

Adelaide Ristori, talento e passione patriottica. Lo spirito d’avventura e l’amore per il lusso, con lei il costume di scena diventa opera d’arte

Dici Adelaide Ristori e dici arte e amore per la patria. Sfarzo e opulenza in una vita di artista in giro per il mondo, con costumi di scena creati per lei dal sarto dell’imperatrice Sissi o cuciti dal parigino Worth. Oppure i suoi spettacoli a Napoli e Venezia interrotti perché fa propaganda all’Unità d’Italia e agli ideali del Risorgimento, incoraggiata da Cavour. L’aiuto che presta  ai volontari di Garibaldi nella Terza Guerra D’Indipendenza.

ADELAIDE RISTORI NEI PANNI DI ELISABETTA D’INGHILTERRA (PHOTO CREDITS ALAMY STOCK PHOTO)

Ma se è arrivata a fare tutto questo, lo deve al suo talento. Figlia di attori di una scalcinata compagnia di provincia, nasce in un paesino del Friuli nel 1822. A 14 anni ha già l’imponenza per interpretare Francesca da Rimini, il padre la spinge a perfezionarsi in compagnie più importanti nel Regno di Sardegna e a imparare dagli attori Vestri e Marchionni. Impara il metodo stanislavskijano e a 18 anni è pronta per i ruoli di prima attrice nella compagnia Mascherpa.

Al teatro Metastasio di Roma, nel novembre 1845, mentre recita ancora una volta Francesca da Rimini, il figlio del Marchese Del Grillo, Giuliano, perde la testa per lei, e lei per lui. Ma la famiglia del ragazzo è ostile e devono sposarsi in segreto, in Romagna. Nel 1848 dà alla luce un figlio, che muore. I genitori intanto hanno accettato che i due stiano insieme e si celebra il matrimonio ufficiale. Lei diventa la Marchesa Del Grillo ed entra subito nel ruolo, ma la vita di attrice l’attira sempre di più verso i viaggi,, a solcare i palcoscenici di Londra, Atene, Mosca, Madrid, Buenos Aires, Cuba.

Inizia a selezionare i ruoli da interpretare. Vuole solo quelli di regina: Lady MacBeth, Maria Antonietta, Maria Stuarda. E sul palco, oltre alla bravura, porta i preziosi costumi che lei sceglie e cura nei dettagli, tanto che al debutto in Maria Antonietta, a New York, nel 1867, è lo stesso costume a diventare spettacolo. L’abito pensato come opera d’arte, capace di vita propria, come si vedrà nelle passerelle delle sfilate di moda un secolo dopo.

Quelli scelti da Adelaide per l’occasione scomodano perfino l’imperatrice Eugenia, ultima sovrana di Francia, che chiede di vederli prima che vengano chiusi nelle ceste, una volta terminato lo spettacolo. Nel 1874 Adelaide affronta una tournée mondiale, viaggiando per terra e per mare, impresa mai tentata prima da un’attrice, per un totale di 312 rappresentazioni.

ADELAIDE RISTORI (PHOTO CREDITS PONTELANDOLFO NEWS)

Sembra inarrestabile, solo la morte del marito nel 1892, frena la smania della Ristori che si ritira nella villa romana, dove, nel 1902,  a 80 anni, anche questo un avvenimento eccezionale, mai accaduto ad un’artista, riceve la visita di Vittorio Emanuele III, il giorno del suo compleanno, il 29 gennaio, a chiudere il sipario (l’attrice muore pochi anni dopo, nel 1906) di una vita tra le più intense e fortunate tra i personaggi del teatro.

Anna Cavallo

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