Compie oggi cinquant’anni l’attore statunitense Adrien Brody, dal profilo spigoloso e lo sguardo malinconico. Diventato l’Attore de “Il Pianista”, film sulla storia vera del sopravvissuto all’Olocausto Wladyslaw Szpilman del 2002 diretto da Roman Polanski. La sua interpretazione commovente gli è valsa l’Oscar. Il suo grande talento emerse molto tempo prima, in pellicole di grandi autori come Terrence Malick (La sottile linea rossa 1998), Spike Lee (Summer of Sam 1999), Barry Levinson (Liberty Heights 1999), Ken Loach (Bread and roses 2000).

Nella sua ricca carriera ha avuto la possibilità di dimostrare la sua incredibile versatilità spaziando dalla commedia al dramma. La sua ultima apparizione al cinema è stata nel controverso “Blonde” di Andrew Dominick, in cui interpreta il drammaturgo Arthur Miller, marito di Marylin Monroe. Da menzionare anche la sua apparizione nella quarta stagione della serie Peaky Blinders nei panni del gangstar italo-americano Luca Changretta. E’ tra i nomi del nuovo film corale di Wes Anderson, “Asteroid city” (2023).

Adrien Brody, cinque ruoli da riscoprire

Adrien Brody in una scena del film "Il treno per il Darjeeling" 2007 di Wes Anderson.
Adrien Brody in una scena del film “Il treno per il Darjeeling” 2007 di Wes Anderson

PETER WHTMAN, IN VIAGGIO SUL TRENO DI WES ANDERSON. Una delle collaborazioni più importanti nella carriera di Adrien Brody è sicuramente quella con Wes Anderson. Nel loro primo film insieme “Il treno per il Darjeeling” del 2007, interpreta uno dei tre esuberanti fratelli Whitman che intraprendono un viaggio rocambolesco e spirituale su un treno dai colori sgargianti. Indimenticabile la corsa dei tre fratelli sul treno in cui si lasciano dietro il peso dei bagagli.

LOUIS SIMO, INVESTIGATORE A HOLLYWOOD. Nel raffinato film crime-trhiller “Hollywoodland” di Allen Coulter del 2006, Adrien Brody interpreta Louis Simo, un disilluso detective privato di Los Angeles alla deriva che si appassiona al caso del suicidio sospetto di George Reeves (Ben Affleck), interprete di Superman in una serie per la Tv negli anni ’50 e decide di farsi ingaggiare dalla madre dell’attore per riscattare la sua morte. Scende nel torbido mondo dello spettacolo, nella Babilonia della vecchia Hollywood. Un film sicuramente sottovalutato da rispolverare.

Harry Barthes, insegnante nella periferia americana

Adrien Brody, in una scena del film "Detachment" (2011) di Tony Kaye
Adrien Brody, in una scena del film “Detachment” (2011) di Tony Kaye

Un’interpretazione toccante di Adrian Brody, vicina a quella che lo ha portato all’Oscar è sicuramente quella del malinconico insegnante Harry Barthes, nel film “Detachment” di Tony Kaye, in cui attraverso la letteratura cerca di dare speranza ai giovai studenti di una scuola americana di periferia e così facendo ridimensiona pian piano il distacco emotivo che lui stesso ha alimentato dalla vita.

JACK STARK, IL REDUCE SENZA MEMORIA. Poco nota è l’interpretazione di Adrien Brody di Jack Stark, nel trhiller metafisico “The Jacket”  di John Maybury del 2005, in cui è un soldato colpito da amnesia post-traumatica che rinchiuso in un manicomio criminale è costretto in una camicia di forza, dentro cui dovrà affrontare un viaggio nella sua coscienza. la prova intensa dell’attore dimostra la sua credibilità in un film di genere.

SALVADOR DALI’ IN MIDNIGHT IN PARIS. Una piccola apparizione che ha lasciato il segno nell’immaginario di molti spettatori. In “Midnight in Paris” di Woody Allen. Durante uno dei suoi primi viaggi negli anni ’20 il protagonista Gilbert Pender, si imbatte nel pittore surrealista Salvador Dali, seduto in un caffè parigino. Con accento francese e i caratteristici baffi, la somiglianza dell’attore è stupefacente e il breve scambio di battute tra i due, ci regala una scena gustosamente ironica come solo Woody Allen sa costruire.

Eleonora Ceccarelli

Seguici su Google News