Aeham Ahmad, classe 1988, è nato a Damasco, in Siria. Fa parte della minoranza palestinese presente nel sud del Paese e ha trascorso quasi tutta la sua vita a Yarmouk, un campo profughi in cui trovò rifugio suo nonno.
Suo padre gli ha insegnato a suonare il pianoforte fin da quando era piccolo e a ventitré anni si laurea al conservatorio di Damasco, nonostante le difficoltà di una vita in guerra.

Mentre la situazione politica e civile in Siria peggiora, Aeham Ahmad e il suo pianoforte diventano simbolo di libertà e la libertà porta con sè la speranza. I suoi video, che fanno il giro del mondo grazie ad internet, diventano virali e ricordano (o almeno provano a ricordare) al mondo che i campi profughi e le guerre non sono solo immagini trasmesse dalle telvisioni, esistono davvero.

Dopo i divieti che hanno interessato la musica e l’arte in genere in Siria, nel 2015 il suo pianoforte viene bruciato mentre lui non poteva che restare a guardare. Aeham Ahmad ricorda quel momento con commezione, “è stato come perdere un amico, un fratello“, racconta.
Aeham Ahmad capisce che è giunto il momento di lasciare la sua amata e martoriata Siria: parte così per la Germania in cui arriva dopo aver attraversato Turchia, Grecia, Serbia, Croazia, Austria.
Dalle città tedesche al mondo, il messaggio di Aeham inzia a viaggiare. Il suo viso rovinato dalle esplosioni, così come la sua mano destra, rimasta senza un dito, accompagnano la sua musica e la sua musia accompagna la sua storia e quella di milioni di persone senza voce.

Possiamo criticare questa edizione di X-Factor per tutta una serie di motivi, ma se stasera anche solo una persona in più conosce la storia Aeham Ahmad, non possiamo che essere grati alla produzione Sky.

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