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Affitti, le grandi città non sono per i ceti medi

Le grandi città italiane sono sempre meno per ceti bassi e medi. Al boom di richieste si è associato infatti un grande aumento del costo degli affitti che pesano sempre di più sugli stipendi degli italiani. È l’ennesimo effetto della grande inflazione che in questo periodo sta colpendo l’Italia. Un grave problema a cui devono far fronte anche operatori commerciali e studenti costretti spesso a soluzioni di fortuna in attesa di un intervento immediato del nuovo governo

Il problema dell’aumento degli affitti nelle città italiane

Affitti, fonte mflaw.it

“Siamo davanti a una situazione che coinvolge in maniera abbastanza omogenea tutto il territorio nazionale e che metterà a dura prova il tessuto sociale del Paese. Tradizionalmente la spesa per la casa, considerando la somma di affitto e utenze, non dovrebbe superare il 40% delle entrate di una famiglia, ma le cifre del nostro studio dimostrano che al momento la maggior parte degli italiani è al di sopra di tale soglia” . È l’allarme lanciato da Carlo Giordano, Board Member di Immobiliare.it. È l’effetto dell’inflazione associata al boom di richieste in cui spesso non viene considerato l’altro grave problema del nostro paese come il caro energetico. Si arriva allora ad un aumento dei fitti a cui ceti medi e bassi non riescono a più far fronte se si pensa al loro stipendio medio.

Un esempio di questo può essere la stessa città di Roma. Secondo uno studio della società di assicurazione inglese Cia Landlords Insurance è la città più cara al mondo con il costo di un affitto di un appartamento in zona centrale con tre camere da letto di 2057 euro. Una somma a fronte di uno stipendio medio di 1423 euro e del costo della vita medio di 786 euro. Il tutto comporterebbe un passivo di ben 1410 euro al mese in cui si troverebbe un ipotetico abitante di Roma in centro. Non è da meno neanche Milano dove c’è stato un aumento dei costi degli affitti del 13% .Il tutto fronte di un costo minimo di affitto di 869 euro, di 811 euro di costo della vita media per famiglie e di reddito familiare medio di 3314 euro al mese.

Il caro affitto colpisce anche studenti ed esercizi commerciali

Il ritorno di molti studenti nelle proprie sarà più difficile rispetto agli anni passati. Assieme alle difficoltà di reperire un posto letto, riscontrate soprattutto in città turistiche come Firenze per l’aumento del fenomeno Airbnb, ad oggi chi cerca una stanza in affitto da fuorisede deve far fronte a costi che, rispetto all’anno precedente, sono aumentati di circa l’11% come media annua per una singola”. È quanto ha affermato Mirko Brogi, coordinatore del Csx di Firenze. Parole che ci fanno comprendere quanto il grave problema dell’aumento dell’affitto stia colpendo anche gli studenti costretti spesso a cercare di strappare accordi di fortuna pur di non rinunciare al loro diritto allo studio.

Un altra categoria colpita da questo problema e che deve far fronte anche al grave caro bollette sono gli operatori commerciali. “È palese che gli operatori commerciali in tale situazione non possano sostenere l’aumento Istat sugli affitti, pari all’8,4%. Se vogliamo evitare la chiusura di punti vendita e il conseguente contraccolpo in termini di occupazione, il Governo deve intervenire subito, come fece nel 2012 quando congelò l’aggiornamento Istat dei canoni di locazione per dieci anni”, aveva detto il presidente di Confimprese Mario Resca. Sarò uno dei compiti che aspetterà il nuovo esecutivo nato dalle ultime elezioni.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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