Esteri

Afghanistan, spari contro un aereo italiano in decollo da Kabul

Spari contro un aereo, C-130, italiano in fase di decollo dall’aeroporto di Kabul e tre gate dello scalo chiusi. La situazione in Afghanistan sembra aumentare di pericolosità ora dopo ora, almeno negli allarmi lanciati dai servizi segreti dei Paesi occidentali. 

Londra conferma che la minaccia terroristica contro l’aeroporto di Kabul è “molto seria” e “imminente”. A dirlo è stato il ministro della Difesa britannico James Heappey dopo che il governo ha consigliato ai suoi cittadini di non recarsi nello scalo di Kabul. “A ore”, ribadisce secco il sottosegretario alle forze armate, secondo cui c’è “una reale letalità dei piani di cui siamo al corrente. E si tratta di imminente e gravi minacce alla vita”, ha detto Heappey a Times Radio. Tanto che sono ben avviate le procedure di evacuazione del personale diplomatico e militare dei Paesi stranieri che, secondo quanto si apprende, lascerà il Paese entro la mezzanotte di venerdì, eccezion fatta per i militari Usa. Intanto i Taliban continuano l’avanzata nei pochi luoghi ancora non conquistati e dal Panshir arriva notizia che i miliziani abbiano già occupato la residenza di Ahmad Massoud, capo della resistenza tagika e figlio dell’ex leader Ahmad Shah Massoud, il Leone del Panshir. E la Cnn riferisce che gli studenti coranici hanno di fatto messo agli arresti domiciliari l’ex presidente Hamid Karzai e il capo dell’Alto consiglio per la riconciliazione nazionale, Abdullah Abdullah, mettendo a rischio quindi la possibilità di un governo “inclusivo”, come auspicato dai governi stranieri.

Fra le persone a bordo del C-130 italiano preso di mira c’era anche Simona Vasta, giornalista di SkyTg24. Vasta ha spiegato che ci sono stati «attimi di panico». Appena dopo la partenza l’areo è stato raggiunto da «colpi di mitragliatrice pesante». Una raffica che la pilota, racconta Vasta, ha evitato con una serie di manovre diversive: «Ci sono stati attimi di panico soprattutto tra i civili afgani: all’inizio abbiamo pensato a vuoti d’aria poi abbiamo saputo dell’attacco». Oltre a un gruppo di giornalisti italiani, sull’areo erano a bordo anche 98 civili. La capienza del veicolo era stata portata al massimo per cercare di portare via più persone possibili.

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