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Afghanistan, stop alle attrici e giornaliste senza hijab

È arrivata la notizia dal Ministero per la promozione della virtù e la prevenzione dal vizio: caldamente raccomandato che le donne in Afghanistan. In compaiano nelle soap opera e che le giornaliste indossino in velo. Il portavoce del ministero Hakif Mohajir ha così commentato questa nuova imposizione “Queste non sono regole, sono una linea guida religiosa”. Un grandissimo passo indietro per le donne afgane, nuovamente private di tutti i diritti ottenuti durante gli anni del governo occidentali.

Un passo indietro per le donne in Afghanistan

I Talebani hanno diramato una nuova “linea guida religiosa” a tutti i media: in Afghanistan è consigliato non mandare in onda serie tv e soap opera nelle quali appaiono attrici e le giornaliste dovrebbero indossare lo hijab durante i loro servizi. La richiesta è arrivata da parte del Ministero per la promozione delle virtù e la prevenzione al vizio, il cui nome fa già di per sè accapponare la pelle.

Un’ulteriore prova di come il regime talebano, che inizialmente aveva cercato di mostrare all’opinione pubblica nazionale ed internazionale il proprio volto moderato, non sia altro che una grandissima farsa.

“Non si tratta di regole, ma di direttive religiose”, ha voluto sottolineare Hakif Mohajir, portavoce del ministero. Nel documento promulgato non vengono però chiarite le sanzioni previste nel momento in cui le emittenti televisive decidessero di non seguire queste “linee guida”. Altrettanto oscure appaiono le richieste specifiche: non è chiaro se le giornaliste debbano indossare un semplice foulard, già precedentemente utilizzano nelle trasmissioni tv, o di qualcosa di più coprente.

È inoltre richiesto di non mostrare immagini del profeta Maometto, altre figure venerate o immagini che “che vanno contro i valori islamici e afghani”.

Prima e dopo il regime talbano

Un bel passo indietro per le televisioni afgane. Infatti, quando prima del 2001 erano al potere i talebani, esisteva una sola stazione radio che trasmetta dall’Afghanistan: Voice of Sharia in cui si trasmettevano unicamente precetti dell’Isalam. Ma con l’arrivo del governo occidentale nel paese le trasmissioni televisive e radio si erano moltiplicate. Nelle tv afghane si trasmettevano serie indiane, programmi di intrattenimento e show musicali. Ora non è ben chiaro cosa potrebbe sopravvivere di tutto ciò.

Bisogna inoltre evidenziare che il governo ha reintrodotto il divieto per le donne di frequentare le scuole e che il fenomeno delle spose bambine si sta nuovamente moltiplicando. Poche settimane fa è infatti arrivato l’appello del premio Nobel Malala Yousafzai ai talebani di “lasciare che le ragazze tornino a scuola il prima possibile“. Un ulteriore appello rimasto inascoltato.

Cristina Caputo

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