Cultura

Al Capone “Nemico pubblico numero uno”

Al Capone photo credit: Web
Al Capone photo credit:Web

Il personaggio di oggi della rubrica “Esseri unici” è Alphonse Gabriel Capone, meglio conosciuto come “AlCapone.

Ancora oggi il suo nome è l’emblema assoluto del Gangster. Boss sanguinario e re del crimine, le sue azioni malavitose imperversarono per più di dieci anni in una Chicago dilaniata. La scia di sangue di cui Al Capone fu capace, attraverso la capillare rete criminale di cui era a capo, è impressionante. A lui e alla sua organizzazione sono riconducibili circa 200 omicidi, un numero incredibile quanto il fatto che non ricevette mai una sola accusa di omicidio. Nel 1930 il Dipartimento del Tesoro Statunitense, quello della Giustizia e l’Fbi stilarono per la prima volta la lista dei criminali più pericolosi.

Al primo posto compariva Al Capone “nemico pubblico numero uno”. La collaborazione di questi tre organi di stato portò alla creazione di un team, chiamato gli “Intoccabili“. Il team formato da agenti dell’Fbi, del tesoro e del fisco erano ritenuti incorruttibili e con un solo compito, quello di incastrare Al Capone. Indagini approfondite da parte del fisco stabilirono che intorno agli anni ’30 Al Capone aveva guadagnato circa 105 milioni di dollari, tutti frutto della sua attività criminale.

Firma di Al Capone
Firma di Al Capone photo credit:Web

Il contesto storico

La scalata di Al Capone ai vertici della criminalità trovò terreno fertile in un’America stravolta nei suoi valori. A ridosso della fine della Grande Guerra ci fu un periodo di prosperità al quale però seguì l’entrata in vigore del Proibizionismo. Il 16 gennaio 1920 gli Stati Uniti col XVIII emendamento vietarono la fabbricazione, la vendita, l’importazione e il trasporto di alcool.

In questo particolare contesto il 29 Ottobre 1929, si aggiunse il crollo della borsa di New York, che cambiò per sempre gli assetti politici, economici e sociali di una parte del mondo occidentale, compresa la Francia, l’Inghilterra, la Germania e l’Italia. Le conseguenze furono devastanti. L’ondata di disoccupazione di massa generata dalla chiusura delle fabbriche, delle banche e degli uffici investì negli S.Uniti circa 14 milioni di persone. L’incremento della criminalità fu tanto inevitabile quanto istantaneo, e questo fu il momento in cui il nome di Al Capone cominciò a farsi strada.

Foto di un locale di liquori al tempo del proibizionismo
Foto di un locale di liquori al tempo del proibizionismo

L’ascesa di Al Capone

La carriera criminale di Al Capone cominciò a 11 anni ma si consolidò all’età di 18 anni, quando cominciò a lavorare all’Harvard Inn come buttafuori. In un occasione, a causa di un inappropriato apprezzamento rivolto alla sorella di un boss locale, Al capone fu ferito al volto. Il taglio che correva lungo tutta la guancia sinistra gli valse il soprannome di Scarface, lo sfregiato.

Lì conobbe e si affiliò al clan del gangster Johnny Torrio. I due poco dopo si trasferirono a Chicago per gestire alcuni affari di Big Jim Colosimo, altro boss italo-americano. Qui Al Capone col sostegno di suo fratello Frank e l’esercito dei suoi uomini si guadagnò la fama di sanguinario, macchiandosi del primo dei tanti omicidi a lui riconducibili. A farne le spese per mano sua, fu proprio Jim Colosimo contrario al contrabbando di alcool. L’ascesa di Al Capone ai vertici della criminalità organizzata fu rapida e duratura, in un america sempre più provata nei valori.

Immagine di un gruppo di gangster
Immagine di un gruppo di gangster photo credit:Web

La condanna per frode fiscale e la fine di Al Capone

Al” aveva solo 26 anni quando diventò il più famoso gangster della storia. Personaggio controverso, gestiva centinaia di milioni provenienti dal traffico di alcolici, dal controllo del gioco d’azzardo e dalla prostituzione, ma credeva nella lealtà. Nullatenente ma sempre elegantissimo nei suoi abiti italiani, condusse una vita di lussi pagando sempre tutto in contanti così da non lasciar mai traccia.

Per continuare indisturbato nei suoi traffici corruppe, a suo dire, metà della polizia di Chicago arrivando fino alle alte cariche politiche, compresi giudici e giurie. Il 17 ottobre del 1931 per merito degli “Intoccabili”arrivò ad Al Capone la condanna ad 11 anni di carcere per evasione fiscale, parte dei quali li dovette scontare ad Alcatraz. La sifilide contratta in gioventù degenerò causandogli una grave forma di demenza. Il mito di Al Capone terminò con la sua morte il 25 gennaio del 1947. Il gangster fu sepolto a Mount Carmel Cemetery di Chicago.

di Loretta Meloni

Facebook

Back to top button