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Caso Genovese: prima dell’arresto per stupro, 13 denunce dai condomini

Prima dell’arresto con l’accusa di stupro ai danni di una modella 18enne, i condomini del palazzo della “Terrazza sentimento” avevano già denunciato per ben 13 volte Alberto Genovese per disturbo della quiete pubblica.

13 denunce a carico di Genovese per disturbo della quiete pubblica

Alberto Genovese è l’imprenditore che è stato arrestato con l’accusa di aver aggredito sessualmente una modella di 18 anni. Lo stupro sarebbe avvenuto il 18 ottobre scorso, in occasione di una delle innumerevoli feste organizzate dall’uomo sulla “Terrazza sentimento”. Stando a quanto emerso in queste ore, già 13 volte i condomini del palazzo signorile – nei pressi del Duomo di Milano – avevano avvisato la polizia, stanchi di grida e schiamazzi, e dell’alto volume della musica. Dunque, su Genovese ora grava anche l’accusa di disturbo della quiete pubblica.

I condomini estenuati dai party sfrenati sulla “Terrazza sentimento”

I suddetti condomini erano estenuati: per più di due anni, hanno vissuto un vero e proprio incubo. Invece di dormire, la notte, dovevano cercare di tapparsi le orecchie e chiamare le forze dell’ordine. Infatti, i party sulla “Terrazza sentimento” non finivano mai. Le feste, a base di musica suonata da famosi dj, pietanze preparate da chef stellati, ma soprattutto droga, rappresentavano un vero e proprio elemento di disturbo. Tuttavia, a generare il chiasso assordante erano perlopiù le urla dei partecipanti, tra i quali c’erano numerose giovanissime e bellissime ragazze, per la maggior parte con il sogno di poter accedere un giorno, magari con l’aiuto promesso dall’imprenditore, al mondo della moda.

“Frastuono e grida degli invitati oltre la soglia della normale tollerabilità”

La prima denuncia risale al 27 maggio 2017. Il pm Maria Letizia Mocciaro, nell’avviso di conclusione delle indagini, scrive che, in quell’occasione, “la musica si protraeva per ore ad alto volume, accompagnata da frastuono e grida degli invitati oltre la soglia della normale tollerabilità”. Per i condomini era davvero impossibile stare tranquilli nelle proprie abitazioni. La denuncia e l’identificazione da parte delle autorità avvenivano, ma non arrestavano mai la prosecuzione dei party. Infatti, a Genovese – che con una startup si è intascato cento milioni di euro – bastava pagare un’oblazione di un centinaio di euro. Non potendone più, una coppia di condomini ha persino assunto un detective; tutta la documentazione raccolta dall’investigatore, così come quella postata sui social dagli stessi invitati, non è stata sufficiente per fermare il 43enne: è stata necessaria la chiamata della 18enne vittima di 20 ore di stupri e sevizie da parte di Genovese per far finire quest’ultimo in manette.

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