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Alberto Moravia, ”Gli indifferenti”: il 27 luglio 1929 la pubblicazione

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Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle: è il 1929 quando pubblica Gli indifferenti, suo romanzo d’esordio. Ricordando una delle maggiori opere neorealiste della letteratura italiana ed i fatti storici del giorno.

Alberto Moravia, ”Gli indifferenti”: affresco di una società neorealista

Per comprendere a pieno il contenuto e la struttura che Alberto Moravia dona alla sua opera, Gli indifferenti, è quasi necessario aver prima letto un’altra delle sue opere di matrice neorealista: La noia. Protagonisti de Gli indifferenti sono i fratelli Ardengo, rispettivamente Carla e Michele. I due giovani sembrano totalmente refrattari ai sentimenti. Non riescono a provare alcunché, trovandosi davanti alla noia, l’apatia e l’indifferenza di fronte al declino sociale ed economico della propria famiglia. Mariagrazia, la madre, rimasta vedova trascorre i suoi giorni legata alle abitudini della borghesia a cui appartiene, in un perenne stato di inconsapevolezza e intriso da luoghi comuni. Il giorno del compleanno di Carla, l’amante della madre Leo Merumeci, tenta di far ubriacare la giovane per approfittarsi di lei; tuttavia, la ragazza sta male e rimette. Mariagrazia si accorge che l’amante la trascura, pensando che questo si sia invaghito dell’amica Lisa, a sua volta, invaghita del giovane Michele.

Risvolti e intrighi

Michele è dipinto dalla penna di Alberto Moravia, come una personalità debole, così come Carla, la sorella: si accorge che Leo, l’amante della madre, cerca di circuire quest’ultima impossessandosi dei beni di famiglia. Tuttavia, non reagisce. Si accorge anche dell’interesse di Lisa, facendosi corteggiare passivamente senza provare coinvolgimento alcuno. Per punzecchiare l’evidente apatia di Michele, Lisa gli rivela della relazione della sorella Carla con l’amante della madre. Ma neanche questa immagine riesce a far provare al ragazzo uno stralcio di emozione.

Alberto Moravia, ''Gli indifferenti'' - Photo Credits: umbertocantone.it
Alberto Moravia, ”Gli indifferenti” – Photo Credits: umbertocantone.it

Nonostante tutto, Michele si sente in dovere di difendere l’onore familiare: si reca da Leo con l’intento di sparargli, ma, avendo dimenticato di caricare la pistola, spara senza che questa faccia partire il colpo, uscendone umiliato. Intanto Leo teme di perdere la villa e che i suoi sforzi siano vanificati: chiede così a Carla di sposarlo. La ragazza non lo ama, ma allettata da una vita benestante e con la speranza di sistemare anche madre a e fratello, accetta. Il romanzo si chiude con un finale sospeso: madre e figlia che si recano ad un ballo in maschera, con Carla che ancora deve comunicare alla madre la sua decisione.

Alberto Moravia, realismo: descrizione di meschinità ed inettitudine

Alberto Moravia illustra nel romanzo neorealista Gli indifferenti, uno spaccato di società realista che rileva inettitudine, meschinità ed ipocrisia. Variabili tipiche di una società borghese falsa e convenzionale, costantemente galleggiante in un clima menzognero. Vi è una contrapposizione imponente: l’adattabilità e la passività dei due fratelli alla brama e la dinamicità per il raggiungimento dei propri scopi di Leo. Oltre all’indifferenza verso ogni tipo di problematica morale, traspare dai personaggi un’incomunicabilità e un modo di vivere l’esistenza come un fluire di azioni fatali da subire.  I personaggi del romanzo, sono tutti inetti: incapaci di accostarsi alla vita , alle passioni ed alle emozioni che fanno parte di essa. La loro indifferenza è infatti nei confronti della loro stessa esistenza oltre che nei riguardi delle emozioni in generale. Un po’ come dei novelli ignavi danteschi, coloro che vissero ”Sanza ‘nfamia e sanza lodo”.

Eventi storici del giorno

27 luglio 1794Rivoluzione francese: La Convenzione ordina l’arresto di Maximilien Robespierre. E’ il 27 luglio 1830, invece, quando il popolo parigino insorge contro il re Carlo X: i tre giorni di scontri saranno noti come la Rivoluzione di luglio finché, il 2 agosto, il monarca abdicherà. Mentre, il 27 luglio 1940 , debutta ufficialmente Bugs Bunny  nel cartone animato A Wild Hare. Infine il 27 luglio 1943, Pietro Badoglio dispone lo scioglimento del Partito Nazionale Fascista.

Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino

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