Centinaia di foto che mostrano i volti delle persone uccise durante la violenta repressione delle proteste antigovernative in Iran sono trapelate a BBC Verify. Le immagini, estremamente grafiche, mostrano i volti insanguinati, gonfi e contusi di almeno trecentoventisei vittime. Gli scatti, che le autorità hanno esposto in un obitorio a sud di Teheran, sono uno dei pochi modi in cui le famiglie sono riuscite a identificare i loro cari defunti.

Molte delle vittime erano troppo sfigurate per essere identificate. Sessantanove persone sono state etichettate in persiano come John o Jane Doe, il che suggerisce che la loro identità non fosse chiara al momento dello scatto della foto. Solo ventotto delle vittime avevano etichette con nomi ben visibili nelle fotografie. Le etichette su oltre cento vittime, delle quali i medici avevano registrato la data di morte, indicavano il 9 gennaio, una delle notti più violente nel corso delle proteste.

La violenta repressione delle proteste in Iran da parte del regime

Le fotografie trapelate forniscono una piccola panoramica delle migliaia di persone che si ritiene abbiano perso la vita per mano dello Stato iraniano. Nelle ultime settimane, infatti, il quasi totale blackout di internet imposto dalle autorità ha reso estremamente difficile documentare l’entità della violenza del governo contro coloro che si stavano opponendo al regime.

Le centinaia di immagini delle vittime si trovano attualmente all’interno del Centro Medico Forense di Kahrizak. Come riportano le autorità locali, nel caos all’interno dell’obitorio familiari e amici si sono ammassati attorno a uno schermo. Hanno provato a identificare i loro cari, mentre centinaia di immagini dei defunti scorrevano sullo schermo. Pochi giorni fa Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha pubblicamente riconosciuto la morte di diverse migliaia di cittadini. Ha tuttavia incolpato gli Stati Uniti e Israele, che ha descritto come “sediziosi”.

Federica Checchia