I piemontesi ieri sera si sono fermati sull’1-1 contro l’Arezzo, ma la vetta non è una chimera

Alessandria, un’occasione persa

La parata del portiere aretino su un tiro di marca piemontese (fonte foto: L’Ortica Arezzo)


L’Alessandria spreca un’altra chance di avvicinare il Monza al vertice della classifica, questa volta pareggiando in trasferta contro l’Arezzo. La superiorità dei grigi si è vista a tratti, soprattutto nel primo tempo quando le trame di gioco create hanno disorientato i padroni di casa, totalmente incapaci di costruire azioni degne di nota in fase offensiva.

Bomber Eusepi al ’43 insacca di testa e porta i grigi meritatamente in vantaggio, ma poi ecco arrivare l’inspiegabile crollo nella seconda frazione:gli aretini passano al 4-4-2 e i piemontesi non capiscono più niente. Inevitabile il gol del pareggio al ’58, quindi, ma a preoccpare è stata l’assenza di una vera reazione e di un carattere che forse dimostrano perché l’Alessandria non stia in cima, ma al terzo posto.

Nella scia del Monza

Tifoserie Monza (fonte foto: sportpeople.it)

Se c’è una cosa che abbiamo capito di questo girone è che il Monza sembra essere di un’altra categoria, per ambizioni, scocietà e qualità dei giocatori.

Inevitabile quindi scoraggiarsi di fronte ad una squadra già avanti di 6 punti e che al momneto non sembra avere punti deboli, ma in casa Alessandria sanno che nel calcio tutto è possibile e l’unico modo per abbattere ciò che sembra incrollabile è superare se stessi.

Dal pareggio di ieri si è capito che a questa squadra manca solo il giusto carattere e la giusta convinzione nei propri mezzi, perché i numeri parlano oggettivamente, e se i piemontesi sono il secondo miglior attacco del girone, un motivo ci sarà.

Questione di mentalità quindi, la stessa che sta portando sempre più in lato il Monza, e che ora anche l’Alessandria dovrà imparare a trovare, perché le chimere esistono nella vita, ma non nel calcio.

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