Alessandro Barbano, già vicedirettore del quotidiano di via del Tritone e quindi al Mattino, era stato nominato da poco più di un mese direttore del Messaggero. Una svolta, dopo la chiusura del contratto, avvenuta alcuni anni fa, quando Barbano era a Napoli. Il rientro nel gruppo Caltagirone è durato pochissimo, però, perché oggi Barbano è stato licenziato in tronco. Al suo posto prende il ruolo di direttore Guido Boffo, a lungo vicedirettore e già candidato in pectore quando Massimo Martinelli aveva lasciato la direzione. Boffo sarà affiancato dallo stesso Martinelli come direttore editoriale e da Barbara Jerkov vicedirettrice vicaria.
Guido Boffo, attuale Vicedirettore è da oggi, 4 giugno il nuovo Direttore, Barbara Jerkov, che fu Capo del servizio politico, attuale Capo redattore, sarà Vicedirettore. Massimo Martinelli, Direttore fino a un mese fa, ritorna come Direttore editoriale. Lo annuncia in una nota il Gruppo Caltagirone Editore. Boffo, torinese, è dal 2016 è al Messaggero. Prima della nomina di Barbano era stato indicato come possibile successore di Martinelli. “Termina oggi – conclude la nota – la direzione di Alessandro Barbano”. Neanche i “grazie” di prammatica. Né è previsto il tradizionale fondo di saluto.
Barbano ha detto che i motivi ufficiali, illustrati dalla Vice presidente della Caltagirone Editore e amministratore delegato del Messaggero, Azzurra Caltagirone, sono di aver preso dei collaboratori senza formalizzare gli incarichi con la Proprietà e di far parte di alcuni Consigli di amministrazione. In realtà -ha spiegato lui- i collaboratori erano stati scelti prima del suo arrivo e la sua partecipazione non è in alcuni Cda, ma in Comitati di indirizzo pro bono, come in quello del Teatro San Carlo di Napoli. Ha anche assicurato la redazione che “sarà mantenuta la continuità”.





