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Alex Schwazer, le confessioni: “Ero un tossico e mentivo a tutti…”

Le confessioni amare e terribili di Alex Schwazer, corridore italiano entrato nel cunicolo buio del doping. Nella sua autobiografia e nelle sue interviste, l’atleta azzurro ha raccontato del momento no vissuto nella sua vita parlando di come era arrivato a mentire a tutte le persone che gli stavano accanto pur di doparsi.

Le parole di Alex Schwazer

Ecco le confessioni del corridore italiano nella sua autobiografia dal titolo “Dopo il traguardo”:

Ero un tossico, andavo in Turchia per doparmi. Innsbruck-Vienna, Vienna-Antalya. A Carolina Kostner e ai miei genitori ho detto che sarei andato a Roma, alla Fidal. Ho tenuto il cellulare acceso anche di notte, per evitare che partisse il messaggio della compagnia telefonica turca. Ragionavo già da tossico. O meglio, sragionavo. Ed ero pronto a mentire, perché doparsi vuol dire anche mentire“.

Alex Schwazer si è confessato anche a Il Corriere del Veneto:

Forse l’estate scorsa, con l’assoluzione giuridica e il no alle Olimpiadi, mi è scattato qualcosa dentro e ho deciso di chiudere i conti con il passato. Mi sentivo pronto. Ho dato il libro a Sandro (Donati, ndr.), il mio allenatore, a Gerhard (Brandstätter, ndr.), il mio avvocato, chiarendo subito: non aspettatevi un libro d’inchiesta perché parlo solo della mia vita. Non sarei riuscito a trovare la motivazione per scrivere cinquanta pagine su come ho vinto a Pechino, sul doping o su quello che è successo a Rio nel 2016. Molti punti cruciali della mia storia sono stato volutamente soft: non volevo che la mia autobiografia ospitasse pensieri di odio e rancore. Non ho concesso spazio alle persone che mi hanno ferito o a chi è salito sul carro del vincitore per poi scendere appena le cose sono andate male.”

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